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E-commerce e trasporto merci in strada: 75 milioni di euro di fatture false 

La guardia di finanza contesta a due società un’evasione dell’Iva pari a 14 milioni di euro

 

Sebbene il lockdown avesse avuto come effetto un incremento del volume di affari del 50% per il trasporti di merci in strada, non si era registrato alcun aumento delle imposte versate all’Erario. Discrepanza che ha fatto scattare i controlli della guardia di finanza di Firenze che ha eseguito un decreto di sequestro preventivo del valore di circa 14 milioni di euro, adottato dal gip Agnese Di Girolamo, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di due società (srl con sedi a Firenze e Calenzano) e due persone fisiche ritenute responsabili di un giro di fatture false per circa 75 milioni di euro e un’evasione dell'IVA pari a 14 milioni.

L’attività d’indagine, svolta dal 2° nucleo operativo metropolitano di Firenze, ha permesso di ricostruire un sistema di frode all’IVA nel settore del trasporto di merci su strada, strutturato su una società dell’hinterland fiorentino che effettuava trasporti sul territorio nazionale e all’estero, commissionati anche da importanti aziende nazionali e internazionali, estranee ai fatti.

Nell’ultimo quinquennio (2015-2019) la società di capitali ha subappaltato a due società cooperative, create per poi essere gestite da prestanome, i trasporti commissionati. Le cooperative offrivano alla società le prestazioni di trasporto senza margini di guadagno e oltre a non saldare i debiti maturati nei confronti dell’Erario, hanno emesso fatture false per 75 milioni di euro, azzerando così il reddito imponibile e il debito IVA della stessa.

Su richiesta della Procura, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso il decreto di sequestro per un importo di 14 milioni di euro, pari a tutta l’IVA evasa.
Le operazioni di sequestro sono state condotte nelle provincie di Firenze, Lucca, Pistoia, Brescia, Piacenza, Trento, Pavia e Agrigento, grazie anche alla collaborazione dei Reparti del Corpo territorialmente competenti.

All’esito, sono stati cautelati 23 conti correnti e 33 rapporti finanziari per un saldo attivo di 6,5 milioni di euro nonché cinque immobili, quote societarie e 39 tra autoarticolati e veicoli per un ulteriore valore di circa 1,5 milioni di euro. Al momento nei confronti dei soggetti interessati non sono state disposte misure restrittive personali. 
 
 

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