Economia

Sostegno ai commercianti di quartiere: anche a Firenze sbarca “Think local, Eroi Normali”

La campagna di sensibilizzazione a sostegno delle PMI, patrocinata dal Comune, presentata stamani da Dreoni giocattoli

Acquistare "local" è un gesto di consapevole responsabilità sociale. Con questo assunto nasce "Think Local - Eroi normali", una campagna di sensibilizzazione ideata da un gruppo di imprenditori, impiegati, professionisti, cittadini che si sono uniti per dedicare parte del proprio tempo a sviluppare progetti di pubblica utilità. Il tutto attraverso un uso intelligente del digitale.

L'iniziativa è sbarcata anche a Firenze ed è stata presentata stamani, mercoledì 24 febbraio, da Dreoni Giocattoli. Alla presentazione hanno preso parte il vicesindaco di Firenze Alessia Bettini, lassessore al commercio Federico Gianassi, il presidente Confesercenti Firenze Santino Cannamela, la titolare di Dreoni Giocattoli, Laura Dreoni, oltre ad Angela Cutuli, avvocato e membro dell’action thank “Eroi Normali” e Massimiliano Molese, imprenditore e ideatore dell’action thank “Eroi Normali”.

La campagna di sensibilizzazione ha avuto il patrocinio del Comune di Firenze e si svolgerà con il supporto organizzativo di Confesercenti Firenze. Lo scopo, in questa fase difficilissima per la tenuta delle imprese, è valorizzare tutte le iniziative che possano, in qualche modo, essere di aiuto concreto. Nella campagna di sensibilizzazione "Think Local", infatti, siamo tutti eroi normali e aiutiamo il nostro Paese, le nostre città, i nostri quartieri, le nostre vie a non diventare buie. La campagna nasce dalla consapevolezza che il commercio locale ha bisogno dell’aiuto di ciascuno di noi non solo per aiutare l’economia ma per aiutare anche noi stessi, le nostre città, la nostra qualità di vita.

Ogni imprenditore può partecipare alla campagna attraverso un semplice gesto per poi condividerlo. Il mondo social e digitale in questa campagna non dev’essere un concorrente bensì un mezzo per diffondere quanto più possibile tutte le realtà locali che in questo particolare momento sono in difficoltà e permettere alle nostre città di diventare meno buie. Mettere a disposizione il proprio canale social può sembrare una cosa banale, ma in realtà è un gesto piccolo ma grandissimo, perché può fare da cassa di risonanza a tante piccole realtà imprenditoriali e supportarle e sostenerle al loro ingresso nel mondo digitale.

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“L’adesione della città di Firenze e l’adozione di Confesercenti della campagna sociale think local – dichiara Massimiliano Molese - onora le fondamenta del nostro progetto e permette di continuare questo necessario ed incessante percorso di sensibilizzazione della comunità. Acquistare localmente, vivere il quartiere, riscoprire il valore sociale ed economico della prossimità locale è la componente di un senso civico necessario per un futuro sostenibile. Il digitale è solo un mezzo abilitante, è nell’utilizzo consapevole che si crea il progresso: think local”.

“Think Local, la campagna di sensibilizzazione – afferma Angela Cutuli - e promozione dell’acquisto di prossimità, è stata ideata e realizzata con il contributo di semplici cittadini, mossi dal forte desiderio di agire nell’interesse della collettività. Non si è trattato solo di aiutare, con una campagna promozionale sui social media, negozianti e imprenditori duramente colpiti, sul piano economico, dagli effetti della pandemia; abbiamo voluto, con un gesto semplice, evidenziare e promuovere il ruolo di presidio sociale dei negozi di prossimità, l’importanza dell’umanità nei rapporti di scambio che avvengono nel punto vendita al dettaglio, gli effetti estremamente positivi generati dal commercio locale sul sistema economico territoriale e sull’ambiente. Per questo motivo, è ancora più importante per noi oggi sapere di potere contare sul sostegno morale del Comune di Firenze e di Confesercenti Firenze, che hanno avuto fiducia nell’azione condivisa di alcuni semplici cittadini e hanno dimostrato la disponibilità delle istituzioni e delle categorie al dialogo per lavorare insieme al raggiungimento di obiettivi comuni di pubblico interesse ed utilità. Perché siamo tutti inscindibilmente legati e ad ogni nostra azione, necessariamente responsabile, non può che corrispondere una reazione altrettanto benefica per tutti noi”.

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