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Economia

'Cercasi cameriere', sul viale spunta il maxi striscione: "Non c'è verso di trovare"

L'iniziativa di un ristoratore di San Frediano: “Ho bisogno di personale, offro 1.500 euro al mese ma nessuno accetta”

“Sono tre mesi che cerco personale. I vecchi metodi non hanno dato risultati, vediamo se così è più facile”. A parlare è Massimiliano Stagi, titolare della trattoria 'La vecchia bettola', in viale Pratolini, di fronte a piazza Tasso. E' alla disperata ricerca di camerieri e due giorni fa è arrivato ad affiggere un maxi striscione di fronte al locale: 'Cercasi camerieri'. “Da qui passano tante persone, mi sono detto. Magari sarà più facile”.

I tradizionali metodi non hanno infatti funzionato: annunci sui giornali, sui siti on line, la lavagnetta appesa all'ingresso con l'annuncio. “Sento spesso dire che non c'è lavoro. A me pare che il lavoro ci sia. Tantissimi miei colleghi, come me, hanno bisogno di personale. Ma non si trova”, dice Stagi, 57 anni, al lavoro in trattoria da oltre 40. La notizia è apparsa oggi su La Nazione, ma per ora è cambiato poco.

“Offro 1.500 euro netti al mese, più le mance e i pasti, pranzo e cena. Eppure nessuno accetta il lavoro”, prosegue il titolare. E' solo l'ennesimo caso, forse uno dei più eclatanti, di attività economiche che non riescono a reperire lavoratori.

“Sono disposto a formare persone che non hanno mai fatto questo lavoro. Ma ci deve essere la volontà di impegnarsi. Ovviamente un po' di fatica c'è da fare”, prosegue il titolare. Il lavoro, tra pranzo e cena, può arrivare alle dieci ore al giorno. "Siamo chiusi due giorni alla settimana, più un periodo d'agosto e dieci giorni a Natale, non mi sembra male”, prosegue.

Poche le chiamate, a volte da fuori regione, e pochi coloro che si presentano al ristorante. “Soprattutto ragazze. La disponibilità spesso è solo per pochi giorni la settimana, magari solo la sera. Io cerco persone che vogliono scegliere questo lavoro come professione, non può venirmi uno a dire 'oggi lavoro e domani no'".

Addio lavoro a tempo indeterminato: "Vogliamo girare il mondo"

Nel settore non mancano denunce di casi di lavoro nero e paghe misere. "Tutti i miei dipendenti - assicura Stagi -, hanno contratto a tempo indeterminato e la prospettiva per chi arriva è quella. Ovvio che si parte con un contratto di 4 o 5 mesi. Poi se la persona è in gamba conviene anche a me assumerlo in maniera definitiva”.

“In tutto adesso siamo in 9. Dovremmo essere in 11, mi mancano due persone, fatevi avanti", l'appello finale. Da fine mese peraltro Stagi perderà un altro pezzo, un ragazzo che andrà a lavorare negli Stati Uniti.

Non va meglio alla 'Trattoria Cambi', poco distante, in via di Sant'Onofrio, nei pressi di piazza de' Nerli. “Ho chiesto proprio a Massimiliano (il titolare della Vecchia Bettola, ndr) di aiutarmi, se poteva indirizzarmi qualcuno disposto a fare il cameriere. Ma è nella mia stessa situazione", dice il titolare Stefano Cambi.

“Io qui ci lavoro da quando avevo 14 anni. Non era mai successo di avere così tanta difficoltà a trovare personale”, aggiunge. La musica è sempre la stessa, al pari di tanti altri ristoranti. Basta girare la città per notare i tanti cartelli 'cercasi personale'.

“E' vero che le buste-paga in Italia sono vergognose - ammette Cambi -. Da me chi lavora 40 ore prende circa 1.350 euro, ma sono disposto a pagare di più. Con i vecchi camerieri lo faccio. Non subito però. Prima c'è da imparare il mestiere, se arriva uno che non sa nemmeno come si portano i piatti non può pretenderlo”, prosegue il ristoratore.

Tra cucina e sala qui lavorano in 29. “Avrei bisogno di altre 4 o 5 persone”. Il ristorante è aperto sette giorni su sette, festivi compresi. Si lavora a turni, con un giorno libero alla settimana. “Ma trovare qualcuno disposto a fare sacrifici è diventato impossibile. Sono venti giorni - conclude -, che non si presenta nessuno nemmeno per un colloquio”.

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