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Saci credits pagina Facebook Saci Florence

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Saci rischia di chiudere: allarme per una delle scuole americane più note di Firenze 

35 lavoratori a rischio. “Sono stati chiusi i corsi del prossimo autunno: siamo molto preoccupati, l’azienda deve fare chiarezza sul futuro e al tempo stesso occorre accendere i riflettori su un settore - quello dello Study Abroad - che a Firenze è un grande motore economico e che con la pandemia inevitabilmente soffre”

Una delle scuole americane più conosciute a Firenze rischia di chiudere. Lo Studio Arts College International (Saci), fondato nel 1975 e con sede in Via Sant’Antonino, potrebbe infatti chiudere i battenti.  A darne notizia la Flc Cgil.

Saci è un istituto di istruzione per studenti statunitensi, rivolto a universitari e laureati in cerca di studi d'arte accreditati (design e arte), a cui il Covid potrebbe tagliare le gambe in maniera definitiva. “Prima della pandemia, Saci aveva circa 300 studenti all’anno, poi con il Covid (e le partenze degli studenti) arrivano le prime difficoltà, che peraltro hanno riguardato l’intero settore: i circa 35 dipendenti con contratto di lavoro subordinato (amministrativi e in maggior parte docenti, a cui aggiungere autonomi, contratti a chiamata e contratti americani) sono stati messi agli ammortizzatori sociali (Fis), con lo stop alle lezioni eccetto che per un solo corso già pagato ed effettuato a distanza”. 

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Una situazione complessa poi precipitata

“Anche se qualche indizio negativo c’era anche prima della pandemia: nell’ottobre 2019 infatti era arrivata la decisione dell’azienda, improvvisa e sostanzialmente immotivata, di cancellare i programmi Mfa (Master in Fine Arts), programmi biennali master, con iscrizioni in aumento, che connotavano e differenziavano Saci dalle altre scuole. In ogni caso: a novembre 2020 (finalmente), in emergenza Covid, partono le prime trattative tra azienda e sindacato per provare a gestire la crisi e immaginare una ripartenza, ma senza esiti vista la vaghezza dei piani aziendali. Poco dopo, naufraga anche il tavolo per immaginare uscite incentivate. Fino alla doccia fredda di venerdì scorso: l’azienda ha comunicato improvvisamente la chiusura dei corsi del prossimo autunno, per i quali c’era già stata una cinquantina di preiscrizioni di studenti Usa”.

“Così, oltre e non affrontare la crisi, si nega anche una prospettiva di ripartenza. Se ora a marzo dici che chiudi i corsi dell’autunno, mandando via studenti che già si erano preiscritti e ora andranno altrove, cosa vuol dire? Per noi, che c’è un segnale di abdicazione da parte del board di Saci ad immaginare un futuro per la scuola, e che il rischio chiusura purtroppo inizia a farsi concreto. Abbiamo chiesto all’azienda se vuole chiudere, ma senza avere risposte”, dice Leonardo Croatto di Flc Cgil. Che conclude così: “Siamo molto preoccupati, l’azienda deve fare chiarezza sul futuro. Al tempo stesso occorre accendere i riflettori su un settore - quello dello Study Abroad - che a Firenze è un grande motore economico: nel pre Covid, il grosso dei 12mila universitari americani in Toscana, i circa 2mila lavoratori, l’indotto per la città. Ma la crisi della pandemia ha picchiato duro e le scuole che non hanno alle spalle le grandi università americane potrebbero non farcela”.

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