Ristoranti e piano tavolini: rischia di saltare il banco

La Confesercenti chiede l'approvazione anche per gli "esclusi"

Tavolini in Sant'Ambrogio (foto di archivio)

Ore di attesa per esercenti e ristoratori che, al momento, sono rimasti fuori dai progetti di pedonalizzazione dopo il parere negativo della conferenza dei servizi. Uno stop legato a "le criticità legate al transito e all’intervento dei mezzi di soccorso in viabilità strette e/o chiuse per lunghi tratti tali da rendere impossibile per gli operatori di intervenire in modo tempestivo".

Ostacolo che non è invece stato incontrato per altri otto progetti, su un totale di tredici, che invece possono beneficiare di questa opportunità per allestire all'esterno e rendersi più appetibili alla clientela. Va ricordato come, anche nei progetti approvati, sia necessario che gli esercenti si dotino di un piano di sicurezza che consenta di sgomberare la strada in caso di emergenza e che avvisino i clienti dell’eventualità di dover liberare velocemente la postazione.  

I progetti approvati

"Le centinaia di richieste (circa 900, ndr) che sono giunte in questi mesi all’amministrazione comunale dimostrano sicuramente una cosa: in epoca Covid se si vuole mantenere un minimo di garanzia di sopravvivenza, è assolutamente necessario ampliare all’esterno la propria attività di vendita" scrive Confesercenti in una nota. "Proprio da questa intuizione nasce il provvedimento sgravio Cosap del Governo e il conseguente “lancio”, da parte di tanti sindaci, dell’idea dell’uso massivo di tavolini e sedie all’aperto".

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 La richiesta e il mercato

"Il problema è che quando questa opportunità la si dà a tanti, ma non a tutti, si produce una distorsione importante del mercato, con imprese che, non potendo “pareggiare” l’altrui offerta commerciale, risultano, alla fine, doppiamente penalizzate dal diniego". "Confidiamo (e chiediamo) che nelle prossime 48 ore prevalga il buonsenso rispetto ad alcune richieste che vanno valutate non solo da un punto di vista “tecnico”, ma anche economico e di sopravvivenza del tessuto economico e commerciale del territorio".  "Nel centro storico, in Oltrarno, come nei quartieri della città: ce lo chiedono gli operatori interessati, ma anche coloro che dovrebbero avere a cuore il lavoro di famiglie e imprese mai colpite prima con tanta virulenza e profondità". 

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