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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia Sesto Fiorentino

Richard Ginori: salta l’acquisto dei terreni, a rischio l’azienda

La banca doBank ha rifiutato l'offerta del gruppo Kering, proprietario della storica azienda

Brusca frenata per la completa acquisizione del gruppo Kering della Richard Ginori, la celebre azienda di porcellane di Sesto Fiorentino. Il gruppo francese del lusso Kering nel 2013 ha comprato all’asta il marchio Richard Ginori e la produzione di porcellane, adesso voleva acquisire anche lo storico stabilimento di Sesto Fiorentino ma la doBank si è rifiutata di far ancora credito al gruppo. Si concretizza così il rischio che la produzione dell'azienda possa essere dislocata altrove.

“Una decisione incomprensibile di doBank, che mette seriamente a rischio la prosecuzione dell'attività aziendale”, sottolinea con sconcerto Richard Ginori, che da tempo ha programmato consistenti investimenti sullo stabilimento (oggi detenuto in affitto), considerati strategici per rilanciare un business ancora in forte perdita.

Dura la reazione anche da parte del Sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi che ha detto “doBank si assume una responsabilità enorme davanti alla comunità di Sesto Fiorentino, ai lavoratori, alla storia della Manifattura di Doccia e a tutto il Paese. Siamo sconcertati per l’esito di questa trattativa che sembrava avviarsi verso una conclusione positiva, prima della doccia fredda di queste ore”.
“Da parte delle banche - dice ancora Falchi - dopo anni di salvataggi con denaro pubblico ci saremmo aspettati un comportamento ben diverso, specie quando ad essere coinvolte sono società, come doBank, legate per storia e business a Unicredit, uno dei più grandi gruppi bancari europei”.

C’è preoccupazione per i 280 dipendenti. La Cgil fa sapere che ”dopo 4 anni di attese, con una difficile trattativa concretizzata con un’offerta concordata al ministero a fine maggio, i lavoratori pensavano di aver compiuto un passo per la salvaguardia della loro azienda e del loro lavoro. Essi sono invece vittima di un irresponsabile gioco d’azzardo sulla loro pelle. La reazione dei lavoratori a questa ingiustizia non si farà attendere”.

Ieri i lavoratori della Richard Ginori si sono subito riuniti in assemblea e hanno votato per una mobilitazione nel mese di settembre. Domani ci sarà un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo economico per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Sesto Fiorentino. 


 

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