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Economia

La ripresa, il ridimensionamento: l'economia toscana post Covid fotografata da Bankitalia

Bliancio in chiaroscuro dal rapporto 2022 (relativo al 2021) dell'istituto di via Nazionale. "Acuito il divario di genere nel mercato del lavoro"

E' stato pubblicato il rapporto 2022 di Banca d'Italia relativo allo stato dell'economia toscana 2021. Ne pubblichiamo una sintesi curata dall'istituto di via Nazionale.  

La congiuntura in Toscana

Dopo le pesanti conseguenze generate dalla pandemia di Covid-19, nel 2021 l’economia toscana è risultata in forte recupero. In base all’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) della Banca d’Italia, la crescita del prodotto è stata del 6,5 per cento, pressoché in linea con la media del Paese. Il recupero è stato particolarmente intenso fino all’estate per poi ridimensionarsi successivamente, in concomitanza con una nuova fase di recrudescenza dei contagi e con l’acuirsi delle difficoltà di approvvigionamento di alcuni input produttivi e delle tensioni al rialzo sui prezzi, aggravatesi con lo scoppio del conflitto in Ucraina.

Le imprese

Nel 2021 la ripresa delle attività produttive è stata diffusa e consistente, ma solo nelle costruzioni ha permesso di recuperare completamente i livelli pre-crisi. Le imprese industriali hanno registrato un significativo aumento del fatturato e degli investimenti (secondo nostre stime pari rispettivamente al 7,4 e 5,6 per cento). Le esportazioni di prodotti toscani, cresciute del 16,8 per cento, hanno superato in misura marcata i valori del 2019. Anche le attività terziarie hanno registrato un sensibile incremento del fatturato e degli investimenti (12,4 e 19,0 per cento rispettivamente), beneficiando della ripresa dei consumi privati, tra cui quelli turistici. Data la sua specializzazione nel turismo extraeuropeo, nel biennio 2020-21 la Toscana ha risentito più dell’Italia del forte calo dei viaggi all’estero, il cui recupero potrebbe essere ulteriormente ritardato dalle tensioni geopolitiche in corso, dall’aumento dei prezzi e dagli effetti di una pandemia non ancora pienamente superata.

Rapporto Irpet: conflitto in Ucraina e caro energia rallentano l’economia toscana

Il miglioramento del quadro congiunturale si è riflesso positivamente sulla redditività delle imprese; la liquidità del sistema produttivo è rimasta elevata, contenendo la domanda di nuovi finanziamenti. Sul volgere dell’anno, in presenza del progressivo minor utilizzo delle misure di sostegno al credito, i prestiti bancari hanno segnato un deciso rallentamento (2,0 per cento a dicembre 2021; 4,3 alla fine del 2020), soprattutto per le imprese più piccole. Le misure governative di supporto alla liquidità (moratorie e garanzie), introdotte durante la crisi pandemica, hanno determinato una significativa riduzione della quota di imprese affidate a maggiore probabilità di default, una ricomposizione verso l’indebitamento a medio e a lungo termine e una generalizzata flessione del costo del credito applicato alle diverse classi di rischio.

Sulla ripresa gravano tuttavia rischi al ribasso, per effetto della crisi energetica in atto, inasprita dalle conseguenze del conflitto in Ucraina. Considerando sia gli effetti diretti sia quelli indiretti, a marzo scorso il rincaro dei beni energetici e degli altri input produttivi importati aveva portato a un aumento dei costi di produzione rispetto alla fine del 2020 pari al 10,8, 4,7 e 3,5 per cento, rispettivamente, per manifattura, costruzioni e servizi. Nel confronto con l’Italia, l’impatto sulla manifattura è stato inferiore: vi ha contribuito la specializzazione nella moda, che nel complesso ha risentito in misura relativamente meno intensa dei rincari. Di contro, il conflitto in Ucraina e le sanzioni commerciali e finanziarie adottate verso Russia e Bielorussia avrebbero un effetto contenuto sulle esportazioni regionali, a fronte della bassa incidenza di tali mercati sull’export toscano.

Clicca per continuare a leggere la sintesi del rapporto 2022 Bankitalia sull'economia toscana

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