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Operai forestali in piazza per il contratto scaduto da 17 mesi \ VIDEO

In dieci anni il loro numero è sceso da mille a quattrocento. “Il nostro è un ruolo fondamentale per la tutela del territorio. Quali sono le intenzioni della Regione?”

Sono circa 400 in tutta la Toscana (ma erano un migliaio una decina di anni fa) e da 17 mesi attendono il rinnovo del contratto regionale. Questa mattina gli operai forestali hanno protestato con un presidio davanti alla sede della giunta in piazza Duomo. Al termine sono stati ricevuti dal presidente Eugenio Giani, ma l’incontro non sarebbe stato risolutivo. Dopo un confronto acceso e di merito, il presidente si è impegnato, nella prossima variazione di bilancio, a ripristinare le risorse complessive utili alla gestione della delega forestale e ulteriori risorse per il rinnovo del contratto, da quantificare a seguito della riapertura del tavolo di trattativa con Anci Toscana. Inoltre, il presidente ha annunciato l’immediata apertura di un tavolo istituzionale tra Regione, sindacati e Anci per riorganizzare in modo più trasparente, serio e congruo la gestione della delega Forestale.

“A ogni scadenza ci ritroviamo  con mancanza di fondi per questo settore da parte della Regione, un settore importante per la tutela del territorio in una delle realtà più boscate d’Italia”, spiega Massimiliano Gori segretario regionale Fai Cisl - Siamo da 17 mesi senza contratto, è la terza manifestazione. La Regione non riesce a reperire un minimo di risorse per coprirlo. Si tratta di un milione di euro, non una grossa cifra per il bilancio regionale”, spiega Massimiliano Gori, segretario della Fai Cisl Toscana. 

Come non è una “grossa cifra” lo stipendio di partenza, che si aggira sui 1200 euro.  “È al di sotto del salario minimo proposto in parlamento - evidenzia il segretario regionale della Flai Cgil - Ci chiediamo che fine abbiano fatto quei partiti" che a Roma sostengono “la necessità di introdurlo, ma quando governano gli enti locali non lo permettono”.

Tra le rivendicazioni anche quella di un “ruolo attivo” da parte dei forestali nella gestione del demanio regionale. “Vogliamo capire il futuro che la Regione vuole dare al settore della forestazione. Non ci dimentichiamo che in dieci anni siamo passati da mille addetti a poco meno di 400 unità. Qual è la volontà politica per un settore fondamentale per la pubblica utilità? - lamenta Federico Capponi neosegretario Uila Toscana - Questi ragazzi, tutti altamente professionalizzati e specializzati, fanno un lavoro di tutela del territorio che consente di avere benefici per tutta la comunità. Questo è il nodo vero e proprio. Ci piacerebbe sapere se qualcuno nel cassetto ha un piano B o alternativo, perché di questo passo non andiamo da nessuna parte”.

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