Chianti, il Prime Residential Index di Knight Frank conferma l’andamento positivo del mercato immobiliare

Per il 2018 l’indice fa ben sperare per un’inversione di rotta in alcune aree geografiche del Nord e Centro Italia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Le sensazioni degli ultimi mesi del 2017, che indicavano il superamento in Italia della crisi del mercato immobiliare di lusso, vengono adesso confermate dal Prime Residential Index di Knight Frank, società internazionale nel settore immobiliare di lusso. Il Prime Residential Index viene pubblicato due volte l’anno, a giugno e a dicembre, ed indica l’andamento del mercato immobiliare di lusso in base ai risultati di un’indagine effettuata su 300 immobili, 20 per le 15 aree geografiche del Nord e Centro Italia in cui opera Knight Frank Italian Network, la rete di 17 agenzie da anni presenti sul territorio italiano. La ricerca evidenzia soprattutto come questo settore dopo la scorsa estate sia in ripresa registrando anche un aumento di interesse da parte degli investitori stranieri favorito sia dalla riduzione dei prezzi degli immobili sia dalla Flex Tax, introdotta con la Legge di bilancio 2017, con l’obiettivo di attrarre e incentivare il trasferimento della residenza in Italia degli High Net Worth Individual, ossia delle persone con un alto patrimonio. La zona che gode principalmente di questa ripresa è il Chianti. Infatti, alla fine del quarto trimestre del 2016 quest’area registrava un’ulteriore diminuzione (-7% circa) rispetto allo stesso periodo del 2015, andamento negativo che si è verificato nuovamente nel secondo trimestre del 2017 (-4,8%) rispetto allo stesso trimestre del 2016. Negli ultimi tre mesi del 2017, invece, il Chianti ha fatto registrare un aumento del 2,4% rispetto al periodo analogo dell’anno precedente. Tornano quindi nel Chianti gli stranieri come già avvenne tra gli anni ’60 e il 2008 (sebbene con una flessione negli anni ’90) anno in cui i prezzi aumentarono notevolmente. Negli ultimi dieci anni il mercato immobiliare in questa zona ha perso tra il 40 e il 50% ma adesso il dato positivo fa ben sperare anche per il 2018. Il Chianti è una regione che storicamente è sempre stata oggetto di interesse da parte degli stranieri attirati dallo stile di vita, dall’architettura tipica degli edifici, dalla vicinanza con le città d’arte, al paesaggio e dai prodotti enograstronomici ma anche perché ben servita dalle infrastrutture, come strade e aeroporti, che consentono di potersi muovere con facilità. Differentemente da quanto accadde trenta o venti anni fa, gli investitori stranieri non sono soltanto interessati ad acquistare una casa nel Chianti ma anche aziende vitivinicole per poter produrre vino, da tempo oggetto di interesse dei cosiddetti UHNWI. Fra questi si registra maggiormente il ritorno di inglesi, americani e tedeschi mentre viene rilevato per la prima volta la presenza di investitori asiatici. Per quanto riguarda le altre zone del Nord e Centro Italia, secondo il Prime Residential Index rimangono stabili città come Milano, Roma, Como, Firenze, Lucca e Pisa e zone come la Versilia, in particolare Forte dei Marmi, e la Costa Smeralda. Andamento negativo invece per l’Umbria, che subisce ancora l’effetto del terremoto del 2016, la Val d’Orcia, la Maremma, Venezia e Portofino. “Per il 2018 possiamo presumibilmente prevedere un incremento positivo per quelle zone o città che al momento sono stabili – commenta Bill Thomson, presidente di Knight Frank Italian Network – mentre per quelle che ancora registrano una tendenza negativa probabilmente dovremo aspettare l’anno successivo prima di vedere un’inversione di tendenza”.

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