Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia

In Toscana il 3,8% delle famiglie è in "povertà assoluta"

Saccardi: "Regione e Caritas, un percorso comune per sconfiggere esclusione e marginalità"

"Regione e Caritas Toscana da anni sviluppano insieme percorsi comuni, una lettura condivisa dei fenomeni sociali, un costante confronto e scambio di buone pratiche tra operatori pubblici e del privato sociale, per fronteggiare la povertà, sconfiggere esclusione e marginalità, porre al centro la persona, ripensare un welfare di comunità e relazioni". A parlare è l’assessore al Sociale, Stefania Saccardi, presente al convegno "Le povertà in Toscana", tenutosi in Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati. Un incontro per presentare il Rapporto sulle povertà 2018 dell'Osservatorio sociale regionale, e il Dossier 2018 della Caritas sulle povertà nelle diocesi toscane a due mesi dall'approvazione del Piano regionale di contrasto alla povertà.  

Dati da cui emerge come nel 2017 le Caritas toscane abbiano incontrato 24.836 persone, il 7,7% in più rispetto al 2016. Anno in cui le cosiddette situazioni di "povertà cronica" (persone conosciute da almeno sei anni) sono più numerose (33,5%) di quelle incontrate per la prima volta nel 2017 (cosiddette "nuove povertà"), che sono pari al 28,7%.  In Mirod - Messa in rete degli osservatori diocesani,  risultano 6.911 famiglie con figli minori o maggiorenni conviventi. Dai dati dell’osservatorio emerge anche che il fenomeno della povertà grave è collegato, soprattutto per la componente italiana, al basso titolo di studio: oltre il 60% di essi ha un titolo di studio uguale o inferiore alla licenza media.

Nel confronto con il resto del paese, la Toscana presenta livelli di povertà assoluta di gran lunga inferiori alla media nazionale. La regione è nel 2016 la seconda, dopo il Trentino, con il più basso livello di famiglie in povertà assoluta, pari al 3,8%, contro una media nazionale del 7,3% e rispetto a regioni con condizioni economiche generali simili se non migliori, come il Veneto (4,5%) e la Lombardia (5,5%). Il 3,8% delle famiglie toscane dunque sono in povertà assoluta (media Italia 7,3%): circa 62.000 famiglie e 143.000 individui, numeri raddoppiati rispetto al 2008 ma che nel confronto nazionale mettono in rilievo una buona capacità di resilienza rispetto alla crisi economica in corso. L'incidenza di povertà relativa in Toscana, in diminuzione e tradizionalmente inferiore a quella media italiana, è identificata al 2016 con un 3,6% di famiglie (circa 59mila) che hanno una spesa media per consumi al di sotto della soglia di povertà relativa (era 8,4% nel 2004 e 9,1% nel 2012): circa 1/3 della percentuale media nazionale (10,6%) e la più bassa tra le regioni. Nonostante si sia registrato nel 2017 un aumento della povertà relativa rispetto al 2016, resta comunque la metà del dato italiano (5,9% rispetto a 12,3%) e come miglioramento rispetto al periodo pre-crisi la Toscana è la terza regione in Italia.

“Regione Toscana ha scelto da anni di sostenere il prezioso lavoro svolto da Caritas - ha sottolineato Stefania Saccardi - perché convinta che l'osservazione sistematica dei fenomeni sociali, dei processi di impoverimento che coinvolgono le persone e le comunità rappresenti un modo serio e responsabile per conoscere, interpretare, agire”.

Così Marcello Suprressa, delegato Caritas Toscana: “La rete delle Caritas diocesane, ogni giorno cerca di ascoltare, accogliere ed accompagnare tante persone povere di beni e di diritti. La presentazione del rapporto regionale, oltre ad essere un'analisi dei dati raccolti, è anche una opportunità per portare al centro dell'attenzione coloro che vivono ai margini, che sono il nostro prossimo che non possiamo non vedere".

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