Venerdì, 19 Luglio 2024
Economia

L'olio toscano resiste al caldo e ai rincari: come sarà l'annata 2022

Produzione in crescita. "Gli olivi? Con questo clima vanno curati come gli alberi da frutto"

Caldo, siccità, cambiamenti climatici. Ma anche rincari. Come cambia la produzione dell'olio toscano? Ce lo spiega Christian Sbardella, portavoce del consorzio dell'olio extravergine toscano Igp.

Come sarà l'annata 2022?

"In termini di quantità la stima ad oggi dice che ne verrà prodotto un 15-20% in più rispetto allo scorso anno. Il 2021 ha rappresentato un'annata non buona, quindi siamo ancora lontani dalle annate migliori. Però si tratta comunque di una crescita che porterà a produrre circa 120 mila quintali di olio extravergine. I nostri auspici ci dicono che 15-20% di questo sarà ancora a marchio Igp".

A che punto siamo della campagna?

"Ormai le raccolte iniziano sempre precocemente, quest'anno anche leggermente prima: a causa dell'andamento climatico esuberante la maturazione è partita velocemente. E' iniziata da una decina di giorni e stiamo entrando nel vivo".

Quanto hanno inciso caldo e siccità?

"Le piogge di fine estate hanno sopperito alla carenza di acqua di una stagione torrida, permettendo di recuperare una parte importante dei frutti. Le piante hanno vissuto un forte stress idrico anche se hanno confermato una grande resilienza".

Quindi il cambiamento del clima pesa anche su questo settore?

"Sì, incide nella quantità e preoccupa: la mancanza di una stagionalità denota delle preoccupazioni a livello del ciclo biologico della pianta. Quando arriviamo a maggio la fioritura risulta molto abbondante, ma a giugno-luglio le temperature roventi fanno seccare il frutto. Di fatto c'è un aborto. La pianta non muore ma non produce, è una questione di sopravvivenza. Così come le gelate tardive tengono in allerta gli agricoltori. Tutto questo fa sì che oggi l'olivo non possa più fare da sé: va curato e coltivato come un albero da frutto a tutti gli effetti, ove possibile anche con l'irrigazione".

E da un punto di vista fitosanitario?

"Quantomeno le temperature torride hanno tenuto lontano il parassita che ci preoccupa di più: la mosca olearia. Ad oggi non si ravvede alcun problema, il frutto è sano. Ci auguriamo che questo si possa ripercuotere su un prodotto di ottima qualità".

Parliamo di rincari: quanto incidono sul settore?

"La seconda fase della frangitura è quella più energivora e c'è stata una lievitazione dei costi, che sono talvolta anche raddoppiati. Costi che l'impresa deve riversare sull'olivicoltore. Per fortuna questi rincari vengono in qualche modo ammortizzati e l'aumento sarà contenuto, stimabile in un 10-15% al dettaglio"

Quanto costerà l'olio Igp quest'anno?

"Ancora è presto per dirlo, volendo fare una stima indicativa direi 14-16 euro al litro in lattina e mediamente fra i 18-25 euro imbottigliato". 

Quanto è importante fare attenzione a ciò che si compra?

"Tantissimo. Bisogna guardare bene l'etichetta e non farsi ingannare dai marchi commerciali. L'origine dell'etichetta sull'olio ci fa capire se è italiano, proveniente da nazioni europee, o peggio quando c'è una miscela di prodotti provenienti da paesi extraeuropei. E' il consumatore che sceglie e scegliere Igp si traduce in qualità e piacere. Se si ha un fornitore di fiducia, cosa sempre più rara, è bene tenerselo stretto. Ma chi deve fare la spesa deve fare attenzione".

Quali iniziative avete in mente?

"Abbiamo in animo di fare una campagna pubblicitaria legata alle donne dell'olio. Partirà fra poco: le donne si stanno sempre più affacciando a questo mondo. Il consorzio Igp sarà presente il 3-4 dicembre alla Leopolda per la kermesse 'Saranno famosi nel vino': la presenteremo in quella occasione".

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