Gli emiliani si "bevono" la Mukki

Il gruppo agroalimentare Newlat della famiglia Mastrolia rileva la maggioranza della Centrale del latte d'Italia. Comune di Firenze e Regione Toscana resteranno soci

Il maxi-gruppo agroalimentare emiliano Newlat, oggi di proprietà della famiglia Mastrolia, ha rilevato la maggioranza della Centrale del latte d'Italia (Cli) che detiene anche il marchio Mukki. E si prepara a lanciare una un'offerta di acquisto e scambio sulla società, valutata poco meno di 40 milioni. L'operazione porterà alla nascita del terzo player del settore in Italia, con un fatturato di circa 500 milioni, dopo Granarolo e Parmalat.

La Newlat ha siglato un accordo per comprare il 46,2% di Centrale del Latte d'Italia (l'1,34% era in suo possesso) a un prezzo di 1 euro e 0,33 azioni Newlat Food per ciascun titolo dell'azienda preda. A vendere sono Finanziaria Centrale del Latte di Torino, Lavia e famiglia Luzzati, che diventeranno soci di Newlat col 5,3%.

Il gruppo dei Mastrolia, approdato lo scorso autunno sul segmento Star di Piazza Affari, con un fatturato di 350 milioni, aggiunge così ai sui brand (Polenghi, Giglio, Buitoni) anche quelli in portafoglio alla Centrale del Latte d'Italia. Una dote preziosa fatta da 120 prodotti, che vanno dal latte, agli yogurt, alle bevande vegetali. Tra i marchi più noti, oltre alla Mukki, ci sono TappoRosso e Tigullio.

ll progetto prevede che Centrale del Latte d'Italia diventi una piattaforma di riferimento facendo leva sulle filiere di Toscana e Piemonte, oltre che sulla continuità manageriale, sotto la guida di Angelo Mastrolia, presidente esecutivo di Newlat Food, ed Edoardo Pozzoli, ad della società acquisita. In Borsa, Newlat è salita dell'1,55% a 5,24 euro e Centrale del Latte del 3,57% a 2,61 euro.

L'Opas imporrà ai soci toscani, che detengono il 25,7%, di scoprire le carte: il Comune di Firenze ha l'11,91%, Fidi Toscana il 6,21%, Comune di Pistoia 5,3% e Camera di commercio di Firenze 2,31%. Le istituzioni toscane dovranno decidere se vendere allo stesso prezzo pagato da Newlat Group ai soci torinesi: 1 euro ad azione più 0,33 azioni ordinarie Newlat Food di nuova emissione. Se invece non aderire all'Opas, continueranno a detenere una quota di minoranza di Cli.

Secondo il Sole 24 Ore, il Comune di Firenze, la Camera di Commercio di Firenze e la Regione Toscana restanno soci di minoranza del nuovo campione nazionale che nascerà dopo che Newlat Food acquisirà tramite Opas la Centrale del Latte d’Italia. Uscirà invece dalla compagine, l’altro socio pubblico di Centrale del Latte d’Italia, cioè il Comune di Pistoia.

Newlat Food è stata assistita da Ubi Banca nell’operazione, mentre Newlat Group è stata affiancata da Equita Sim, mentre i soci venditori di Centrale Latte Italia si sono affidati a Vitale & Co.

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