Mukki fusa in Centrale d'Italia, parte Opas di Newlat. Mastrolia attacca Palazzo Vecchio

Il presidente Newlat: “Mukki è il marchio su cui investiremo di più, veti politici hanno portato a cattiva gestione”

Angelo Mastrolia (cr. Foodcommunity.it)

E' durata due mesi la permanenza di Antonella Mansi nel Cda di Centrale del latte d'Italia (Cli) - la società quotata e controllata da fine marzo dal gruppo emiliano Newlat della famiglia Mastrolia - che sta incorporando Centrale del latte della Toscana proprietaria del marchio Mukki.

Lo scrive il Sole 24 Ore. Mansi, amministratore non esecutiva e indipendente, espressione dei soci di minoranza di Cli (Comune di Firenze con l'11,91%, Fidi Toscana col 6,21%, Comune di Pistoia col 5,3% e Camera di commercio di Firenze col 2,31%), si è dimessa nei giorni scorsi sottolineando “l'impossibilità di esprimere al meglio il suo ruolo all'interno del consiglio di amministrazione della società”.

Chi sostituirà Mansi? “Staremo più attenti al curriculum che alla politica”, afferma Angelo Mastrolia, presidente di Centrale del latte d'Italia e di Newlat, annunciando che lunedì 6 luglio partirà l'Opas (Offerta pubblica di acquisto e scambio) che si è resa obbligatoria dopo l'acquisizione del 48,5% di Cli.

L'offerta è 1 euro ad azione più 0,33 azioni ordinarie Newlat Food di nuova emissione. I soci toscani, secondo il quotidiano di Comfindustria, non sembrano intenzionati ad aderire.

Mastrolia punta a salire al 65-70% di Centrale del latte d'Italia, che resterà in Borsa e diventerà il cuore di un polo nazionale del latte, grazie anche all'aggregazione (entro dicembre 2020) del segmento lattiero di Newlat.

L'aumento di capitale da 30 milioni di Cli, deliberato dall'assemblea, per adesso non sarà realizzato: “Visto il buon andamento della società, riteniamo che nel breve termine non ci sia bisogno di attuarlo - spiega Mastrolia - ma teniamo questo strumento come una sorta di ombrello”.

Sulle polemiche di questi giorni, seguite alle dimissioni prima degli amministratori di Centrale del latte della Toscana, Paolo Campinoti e Lorenzo Petretto, e poi dell'amministratore di Cli Antonella Mansi, Mastrolia è diretto: “Finora la governance di Cli è stata bloccata da veti politici molto forti, con il fronte toscano contrapposto a quello torinese, e questo per me è inaccettabile. I risultati di questa cattiva gestione si sono visti, tanto che è dovuto subentrare un nuovo soggetto, cioè noi”.

“La Toscana non ha nulla da temere – aggiunge Mastrolia - il marchio Mukki sarà centrale, è un marchio strategico su cui investiremo più di tutti. L'altro amministratore (oltre alla Mansi, ndr) espresso dai soci toscani, Valeria Bruni Giordani, è una allevatrice e sta apprezzando il lavoro che stiamo facendo”.

Mastrolia ha dichiarato si recente che la Centrale del Latte d'Italia intende lanciare un latte di grande qualità a marchio Mukki puntando sul settore del cibo per bambini, frutto di una "selezione stringente" per garantire che "sia esente da antibiotici e medicinali in genere".

Nell'incontrare Cooperlatte e Granducato, cooperative fornitrici di Mukki, Mastrolia nei giorni scorsi ha ribadito il prezzo fissato ad aprile scorso di 36 centesimi al litro con una componente variabile e premiante che - a detta del presidente - porterebbe il prezzo finale oltre i 40 centesimi, di un 20 per cento sopra i livelli della media italiana.

Infine, riporta il Sole 24 Ore, Mastrolia punta il dito contro il Comune di Firenze anche per l'esclusione dal consiglio di amministrazione di Mercafir, la società di gestione dei mercati generali, di cui Cli possiede il 25% ed è il secondo socio dietro Palazzo Vecchio.

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“Abbiamo proposto un progetto per realizzare un grande centro logistico moderno alla Mercafir – spiega Mastrolia - ora vedremo se va avanti. La politica fiorentina vuol dire la sua su tutto, e non vuole neppure confrontarsi. Ma noi saremo un grillo parlante molto attento a quel che accade”.

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