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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia

Messeri e Nuovo Pignone lasciano: terremoto industriali 

Il presidente ha rassegnato le proprie dimissioni: "Impossibile procedere con il progetto di rinnovamento"

Il presidente di Confindustria, Massimo Messeri, ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili alla guida degli industriali. "Dopo un anno di intenso lavoro- scrive in una breve missiva indirizzata a tutti gli associati- ho constatato l'impossibilità di procedere, nell'attuale contesto, con la realizzazione del progetto di rinnovamento e di sviluppo di Confindustria Firenze, pilastri centrali del mio programma condiviso e approvato un anno fa".

Pertanto, sottolinea, "è venuta meno col tempo quella sinergia di visioni che è imprescindibile quando si vogliono affrontare sfide importanti e raggiungere obiettivi ambiziosi e, coerente con la mia posizione iniziale, giungo alla decisione di oggi".
   
Messeri lascia dopo un anno di confronto all'interno dell'associazione. Periodo in cui è rimasto sempre più isolato. Ora al suo posto subentrerà, come da statuto, il vicepresidente più anziano: Luigi Salvadori. Quest'ultimo avrà tre mesi di tempo per indire un'assemblea per l'elezione del nuovo presidente. 

Messeri si porta con sè anche il Nuovo Pignone, azienda di cui è presidente. "L’azienda – si legge in una lunga nota - aveva condiviso a pieno e supportato il programma di Massimo Messeri alla guida dell’associazione: Confindustria Firenze aveva l’obiettivo di sfidarsi, reinventarsi, trasformarsi in una vera e propria agenzia per lo sviluppo perché “o si cresce o si torna indietro”, come diceva nel luglio 2015 il neo-presidente. Un progetto voluto dall’azienda e dal Presidente Messeri per contribuire al futuro di Firenze come avamposto della ripartenza, che guida la crescita delle imprese e del territorio con progetti concreti e misurabili. Condividendo le ragioni della scelta di Massimo Messeri, una scelta compiuta responsabilmente dopo un anno di intenso lavoro e dedizione per realizzare gli obiettivi dichiarati all’epoca dell’insediamento, Nuovo Pignone esce dall’associazione fiorentina. Ne auspicava un cambiamento, che non si è realizzato: l’azienda non ritrova in Confindustria Firenze la disponibilità a trasformarsi per comprendere e supportare le esigenze di un’azienda industriale in costante evoluzione e per valorizzarne le peculiarità e le potenzialità, anche nell’interesse del territorio. L’azienda continuerà a collaborare con le altre associazioni territoriali confindustriali in cui ha le proprie sedi e a lavorare con tutti gli interlocutori di riferimento, comprese le associazioni di categoria dei lavoratori, investendo sul territorio e promuovendo senza sosta una reale “cultura della crescita”, come sempre sostenuto da Massimo Messeri".
 

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