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Ambulanti, rivoluzione mercati storici: solo prodotti 'made in Italy' e banchi 'fiorentini'

Il sindaco Nardella: "Puntiamo su qualità e filiera corta per rilanciare il nostro artigianato"

Stop a "cianfrusaglie o cineserie". Dal 2023 nei banchi dei mercati storici e turistici di Firenze, quelli all'interno del centro storico, troverà posto solo il made in Italy, in Tuscany o in Florence. Filiera corta o cortissima insomma. Con una commissione che veglierà sulla provenienza e sulla filiera stessa.

E' una delle caratteristiche della 'rivoluzione' del commercio ambulante dei mercati storici (quelli del centro appunto, da non confondere con i mercati rionali che si svolgono fuori dalla cerchia dei viali, per i quali per il momento non cambierà nulla)

Un modo con il quale "in questa fase di emergenza, abbiamo pensato di aiutare i nostri artigiani, le nostre filiere, la produzione italiana", spiega il sindaco Dario Nardella, che ieri assieme all'assessore al commercio Federico Gianassi ha presentato il nuovo piano.

Che punterà "sulla valorizzazione dei mercati storici e sulla qualità dei prodotti". Un processo per tappe, quello che porterà a vedere sui banchi il 100% di merce prodotta a Firenze, in Toscana o in Italia.

"Almeno il 30% della merce entro il 2021, il 60% entro il 2022 e il 100% entro il 2023", spiega Nardella. E' tutto già previsto nel nuovo regolamento del commercio su area pubblica, approvato in giunta e che approderà in consiglio comunale il prossimo 28 dicembre. Regolamento che sostituirà il precedente, che risale al 2008. Singole eccezioni, con prodotti esteri, potranno essere messe in vendita solo dopo l'ok di Palazzo Vecchio e in caso di prodotti di 'comprovata qualità'.

Come esempi di quello che si potrà trovare sui banchi il sindaco mostra un David di Michelangelo in miniatura, in marmo, un busto, sempre in miniatura, di Cosimo de Medici, e una pallina per l'albero di Natale.

Altra novità del nuovo regolamento sarà l'introduzione di un nuovo banco, di cui dovranno dotarsi tutti i commercianti ("per adeguarsi ci saranno aiuti e agevolazioni fiscali per tutti", assicura Gianassi) entro due anni, con i nuovi banchi che dovranno essere coerenti con il contesto artistico, culturale e architettonico della città, caratteristiche che saranno definite da una commissione nominata entro sei mesi da Palazzo Vecchio.

"Queste due caratteristiche costituiranno una leva di rilancio economico che punta sulla qualità del nostro commercio", spiega il sindaco.

Il nuovo regolamento si muove all'interno della cornice normativa consolidata in questi ultimi mesi, con il rinnovo dei titoli di concessione per altri 12 anni stabilito dallo Stato agli ambulanti, fino al 2032. Concessione recepita con legge regionale.

Entro il 30 giugno il Comune dovrà concludere le procedure di rinnovo delle concessioni, previa anche la verifica dei titoli. Al termine di questa procedura si adotterà il cosiddetto 'piano delle aree', che potrebbe comportare anche spostamenti di banchi ma sul quale per ora Palazzo Vecchio non si sbilancia (per togliere i banchi dall'area di fronte alla basilica di San Lorenzo l'amministrazione dovette combattere una dura lotta, anche al Tar, contro i commercianti, iniziata all'epoca di Renzi sindaco, come i fiorentini ricorderanno).

Le postazioni ambulanti nel centro storico, ereditate dal precedente regolamento, sono circa 500. Gli operatori titolari di licenza un po' meno. Da qui a giugno il numero potrebbe in parte diminuire, magari perché qualcuno non vorrà rinnovare la licenza o magari perché qualcun altro non sarà trovato a posto con i requisiti di legge.

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