Covid e lavoro: "Senza blocco dei licenziamenti a rischio 90mila posti"

Presentato il focus Ires-Cgil 

Foto di Jon Kline da Pixabay

Presentato questa mattina il focus Ires-Cgil per analizzare gli effetti del Covid sull'economia toscana. Il focus, che contiene i dati regionali e divisi per ogni singola provincia, punta l'accento sul lavoro. Cosa emerge? Secondo i dati presentati, si stima che senza il blocco dei licenziamenti la Toscana rischia di perdere oltre 90mila posti di lavoro entro fine anno.

Il ministro del Lavoro

Un punto, quello del blocco dei licenziamenti, su cui è intervenuto anche il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo che ha spiegato come il governo ci stia lavorando: "Sicuramente una riflessione la stiamo facendo proprio perché c'è un aumento del contagio e alcune attività non stanno riaprendo e in alcuni casi c'è una parziale chiusura dell'attività". Il ministro ha poi ribadito quanto già detto dal premier ieri durante la presentazione dell'ultimo Dpcm in merito alle attività che più risentono delle restrizioni. "Ci sono delle restrizioni su alcune attività che, però, nel prossimo decreto, quello che uscirà nelle prossime ore, verranno tutelate con uno stanziamento a fondo perduto e altre misure che cercheranno di ristorare tutti i commercianti che in questo momento stanno subendo delle difficoltà".

Nardella chiede tempi rapidi

Su quest'ultima questione è intervenuto anche il sindaco Dario Nardella chiarendo come si debba fornire liquidità in modo rapido. "Gli aiuti e gli indennizzi alle attività colpite dal dpcm "devono assolutamente arrivare nell'arco di una settimana, dieci giorni". "Devo registrare, però, che gli aiuti previsti già ad agosto, 400 milioni di euro per le piccole imprese nelle città d'arte, e altri 600 milioni per le filiere agricole e per i ristoratori che usano prodotti a chilometro zero, ancora non sono arrivati". Intanto "per essere credibili è fondamentale che il governo faccia arrivare subito gli aiuti di agosto".  

Turismo: crollo del prezzo degli alberghi

Le stime 

Secondo i dati di questa mattina, il calo del Pil a fine 2020 è stato quantificato in quindici punti rispetto al 2008 - anno di inizio della crisi finanziaria -  "con un possibile rimbalzo positivo nel 2021 superiore alla media italiana che alla media delle regioni del Centro Nord". "In questo quadro, dalle simulazioni effettuate, emerge che l’area della Toscana centrale risulta essere quella maggiormente colpita con un -11,5% di Pil, seguita dalla Costa con un -11,1% e dalla Sud con un -10,9%. Una congiuntura pesante, quindi, sulla quale permangono le forti incognite legate alla riacutizzazione, nelle ultime settimane, della pandemia e della dinamica dei contagi".

“Il Covid ha agito sull’economia toscana -ha spiegato il presidente di Ires Toscana Gianfranco Francese - come un terremoto in grado di approfondire a dismisura le faglie di criticità già esistenti con previsioni che, malgrado qualche timido accenno di resilienza dell’economia regionale, portano a ipotizzare una spirale recessiva violenta nel 2020 con saldi negativi del 14,4% nell’industria, del 12,1% in edilizia e del 9,3% nei servizi. E’ del tutto evidente che questa situazione avrà conseguenze molto negative sull’occupazione, finora limitate dall’intervento degli ammortizzatori sociali, soprattutto con l’inizio del 2021. Un andamento dell’occupazione già condizionato negativamente dalle altalenanti vicende dell’export degli ultimi anni che, pur in un quadro di tenuta delle esportazioni in alcuni particolari settori, ora rischia di accusare una pesante decrescita nell’ordine del -13%. Gli interventi di sostegno al reddito hanno finora evitato ed eviteranno, finché agìti, il crollo di liquidità delle famiglie ma, in questo contesto, non si rafforzerà nessuna dinamica dei consumi attesi da un calo intorno al 12%. Così come un andamento negativo avrà il trend degli investimenti, che rappresentava già da tempo un punto dolente strutturale dell’economia toscana e che ora affonderà fino ad un -11,5%”.

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