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Economia

Montemurlo, parità di genere certificata per l’azienda Lanartex

"E' necessario cambiare la mentalità delle imprese"

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A Montemurlo c'è un'azienda all'avanguardia dal punto di vista della lotta per la parità di genere, tanto da ottenere una certificazione a riguardo (sono pochissime a Prato quelle che ci riescono). Un'azienda che conta su 13 dipendenti, di cui più del 50% donne (con un'età media di 31 anni) e per lo più figure femminili nei ruoli di vertice, come quello di direttore tecnico, i due direttori di reparto e l'amministratore unico, ossia Patrizia Rosati. La realtà in questione è Lanartex, che si occupa da oltre vent'anni di testing e consulenza su ricerca e sviluppo per le imprese dei settori tessile, arredo, abbigliamento e accessori.

"La nostra è un'azienda che pone grande attenzione al tema dei diritti, della parità di genere e della sostenibilità fra vita personale e vita lavorativa. Lo schema di certificazione sulla parità di genere che abbiamo ottenuto - sottolinea Rosati - ricalca sostanzialmente quello che già facevamo in passato. Di fatto abbiamo solo messo su carta le nostre buone pratiche di welfare. Un'attenzione al sociale che viene da lontano, che trova le radici nel nostro impegno personale e familiare nel mondo del volontariato, dove siamo attivi da oltre un decennio su scala regionale". 

L'altro cavallo di battaglia di Lanartex sono gli investimenti a livello di welfare dei propri dipendenti, fra bonus natalità, extra congedi di paternità (raddoppiati rispetto a quelli di legge), buoni pasto, part time reversibile. Ora, con l'approvazione del bilancio, sono in arrivo le ultime due novità: il servizio di trasporto sociale gratuito per i parenti dei dipendenti (in convenzione con le associazioni di volontariato del territorio) e un contributo per le rette delle scuole d'infanzia per i figli dei dipendenti (nessuno di loro infatti rientra nella misura dei nidi gratis della Regione Toscana).

"Oggi le aziende sono fatte di persone, non più solo di telai – commenta il socio Matteo Marcone - E' necessario quindi cambiare la mentalità delle imprese e investire sul personale. D'altronde il nostro non è un lavoro che si può svolgere da remoto e quindi per bilanciare vita e lavoro dei dipendenti c'è bisogno di misure di welfare che vadano a incidere nella quotidianità del personale. Noi abbiamo avuto dipendenti che non sono più tornate a lavoro dopo la maternità per la mancanza di servizi adeguati. O altro personale che invece va in aspettativa per potere assistere i propri genitori malati. Per prevenire queste situazioni abbiamo quindi deciso di pagare noi certi servizi. E quindi di pari passo assicurarci anche il mantenimento in azienda di certe professionalità qualificate". 

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