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Economia

Irpet: "La Toscana è lenta nel recupero industriale post-Covid"

La moda frena la ripresa, l'export la trascina

Tra le regioni italiane più avanzate, la Toscana rimane la più colpita dal punto di vista industriale dall'impatto della pandemia. E' quanto mette nero su bianco l'Irpet, l'istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, nella nota congiunturale datata ottobre 2021. Nel luglio scorso, riporta l'istituto di ricerca, l'indice della produzione industriale regionale segnava -1,7% rispetto ai livelli di gennaio 2020, mentre Veneto, Lombardia e Emilia-Romagna avevano già superato quei livelli (rispettivamente +1%, +0,8% e +0,9%). La media italiana registrava, in luglio, +0,1% rispetto a gennaio 2020.

Chi rallenta e chi corre

La situazione, sottolinea T24- Il Sole 24 Ore, è però molto diversa da settore a settore. La produzione industriale toscana è infatti ancora ben al di sotto del periodo pre-Covid per il tessile-abbigliamento-pelli e accessori (-9,7%); per i prodotti petroliferi raffinati (-9,5%); per i mezzi di trasporto come moto e navi (-3,5%); e per i prodotti chimico-farmaceutici (-2,5%). Corrono invece - e stanno producendo decisamente di più rispetto al periodo pre-Covid - l'industria del legno (+20,7%), gli apparecchi elettrici (+8,7%), la carta (+7%), le materie plastiche (+6,8%) e l'attività estrattiva (+4,7%). Stabile l'alimentare e il vino, così come la meccanica.

Perchè la Toscana è in ritardo

"Il motivo del ritardo che ancora oggi caratterizza la Toscana rispetto alle altre regioni italiane - afferma l'Irpet - è da imputare in buona sostanza all'industria della moda, che si conferma ancora lontana dal livello prepandemico. Nel complesso tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature sono ferme a un livello di produzione che rappresenta meno del 90% rispetto ai valori pre-crisi. Le altre produzioni rilevanti per il sistema economico regionale hanno sostanzialmente recuperato il livello pre-pandemico".

Traino export

A trainare la produzione industriale - riporta ancora T24- Il Sole 24 Ore - è stato l'export che, nel secondo trimestre 2021, ha proseguito nel recupero rispetto ai livelli pre-Covid. "Il primo semestre 2021 - conferma l'Irpet - si è chiuso con un +4,9% rispetto ai valori dello stesso periodo 2019, meglio della media italiana (+3,1%)".

Boom nel primo semestre per le vendite all'estero di prodotti agricoli (+31,7% nel primo semestre 2021 sullo stesso periodo 2019), prodotti agroalimentari (+14,3%), maglieria (+25,3%), gioielli (+21,5%), farmaceutica (+56%), prodotti chimici (+41%), metallurgia (+18%) e mezzi di trasporto (+16,3%). Arretramento, al contrario, per filati e tessuti (-21,9%), abbigliamento (-5,6%), cuoio e pelletteria (-12,3%), calzature (-11,5%), prodotti in legno (-4,7%), carta (-9%).

Mercato del lavoro

Nel mercato del lavoro - segnala infine l'Irpet - procede il recupero delle posizioni lavorative, sebbene a un ritmo meno accelerato di quello riscontrato nella produzione. "Considerando il periodo gennaio-agosto 2021 mancano all'appello rispetto alla fase pre-Covid (gennaio-agosto 2019) 57mila avviamenti (-15%) e circa 8mila addetti alle dipendenze (-1%)", afferma l'istituto, rilevando che le nuove occasioni di lavoro create sono esclusivamente a termine.
 

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