Economia

#ioapro: ristoratori divisi. Dopo Confcommercio, anche Ristoratori Toscana si sfila dall'iniziativa degli indipendenti: "No ad aperture non autorizzate"

Domani 15 gennaio centinaia di locali in Toscana accenderanno le luci dalle 20 alle 22. Ma ci sono molti distinguo tra 'correnti' della categoria: facciamo chiarezza

Foto di chien than da Pixabay

No ad aperture non autorizzate che mettano a rischio la salute pubblica. “Chi non rispetterà le regole e accoglierà clienti nei propri locali, non osservando le disposizioni vigenti, andrà incontro non solo a sanzioni ma anche al ritiro della licenza. La nostra associazione prende le distanze da simili forme di protesta”.

Non usa mezzi termini Pasquale Naccari, portavoce di Tni-Tutela Nazionale Imprese e di Ristoratori Toscana - ricevuto stamane insieme al vice presidente Raffaele Madeo dal prefetto di Firenze Alessandra Guidi - per dichiarare la sua contrarietà all'iniziativa dei ristoratori indipendenti che domani, venerdì 15, apparecchieranno simbolicamente per cena nei loro locali, sfidando il Dpcm governativo.

Contemporaneamente, i rappresentanti delle altre sigle riunite nel collettivo Tni sono stati ricevuti dai prefetti delle altre città italiane, da Vicenza a Salerno, da Brescia a Foggia, da Treviso a Bari, che hanno aderito alla mobilitazione. Nel corso degli incontri le delegazioni di imprenditori hanno ribadito la necessità di aprire anche a cena e nel fine settimana.

Ma non hanno alcune intenzione di 'forzare la mano' come invece si appresterebbero a fare - seppur, come annunciato, senza possibilità concreta di consumare il pasto - centinaia di ristoratori fiorentini e toscani 'indipendenti'.

Incontro in Prefettura-3I portavoce dei Ristoratori Toscana accolti in prefettura

“Perché a pranzo sì e dopo le 18 no? Perché in settimana sì e nel weekend no?”, ha sottolineato Naccari chiedendo al prefetto del capoluogo toscano di farsi portavoce e pretendere dal Governo "le prove scientifiche che individuino i pubblici esercizi come luoghi di contagio e sulle cui basi sono state imposte le chiusure".

“I nostri locali sono sottoposti a protocolli molto rigidi e tutti noi abbiamo una capienza massima da rispettare, sia durante la settimana che il sabato e la domenica, sia di giorno che di sera -spiega Naccari - . Se il problema è quello che succede in strada o nelle piazze allora bisognerebbe pensare a un modo diverso di fare i controlli. Noi siamo pronti a collaborare per semplificare il lavoro delle forze dell'ordine. Al prefetto abbiamo proposto di identificare i nostri clienti lasciando loro un bollino da mostrare in caso di controllo. Vogliamo dimostrare che i responsabili degli assembramenti non siamo noi gestori”.

#ioapro: i ristoratori indipendenti sfidano il Dpcm e venerdì 15 gennaio apparecchiano per cena

Sempre al prefetto, Naccari ha chiesto di sostenere la propria battaglia con gli organi competenti affinché “venga assolutamente evitato il blocco dell'attività d'asporto e si prevedano indennizzi continuativi e proporzionali alla perdita di fatturato”. 

Domani, venerdì 15 gennaio, sotto l'hashtag #ioaprosoloinsicurezza, gli imprenditori di Tni accenderanno  luci e musica e apriranno le porte dei propri locali simulando una cena alla quale partecipano titolari e dipendenti del locale che non sono in cassa integrazione. Un'iniziativa da non confondersi con quella, assai simile, dei ristoratori indipendenti con il loro #ioapro.

#ioapro: Confcommercio non si associa e attacca gli 'indipendenti'

Le maggiori adesioni per i ristoratori guidati da Naccari sono in Toscana a Firenze, con 300 locali, una ventina a Livorno e altrettanti a Pisa e Siena. Flash mob anche a Trento, Treviso, Verona, Vicenza, Savona, Genova, Milano, Roma, Napoli, Salerno.

Per i ristoratori indipendenti, invece, i canali Telegram registrano oltre 600 adesioni in Toscana di cui circa 220 a Firenze, un centinaio a Prato e circa 80 a Grosseto.

La prefettura

Intanto dalla prefettura è uscita una nota per spiegare che "il prefetto ha assicurato che le forze dell’ordine e le polizie locali, nei prossimi giorni, rafforzeranno i controlli per garantire l’effettivo rispetto delle regole poste a tutela della salute pubblica e delle misure restrittive in vigore, rammentando che ogni eventuale manifestazione di protesta da parte degli esercenti in violazione delle misure governative anti-contagio sarà sanzionata, come previsto dalla legge".

"L’attuale quadro normativo - spiega la nota prefettizia - prevede infatti l’applicazione di misure sospensive da parte degli organi accertatori, con l’irrogazione di sanzioni pecuniarie e sanzioni accessorie di chiusura dell’esercizio, al termine di un procedimento amministrativo, e, nei casi più gravi, con l’avvio della procedura finalizzata alla revoca della licenza commerciale".

Concommercio e Confesercenti

Stamani in prefettura sono stati ricevuti anche Confcommercio e Confesercenti. Le due associazioni hanno espresso la loro "seria preoccupazione per la situazione di assoluta incertezza nella quale la pandemia ha precipitato la categoria", ma hanno ribadito la loro "distanza dai movimenti volti a sostenere iniziative 'contra legem' come le aperture serali dei pubblici esercizi in contrasto con la normativa vigente".

Confesercenti e Confcommercio sostengono infatti di essere "per il rispetto delle regole, nonostante le misure restrittive in vigore siano spesso incomprensibili e fortemente penalizzanti per le imprese. Lavoriamo da sempre al fianco delle imprese e siamo, a tutti i livelli, alla ricerca di soluzioni concrete e coerenti per la sopravvivenza delle attività economiche. Soluzioni, però, che non vogliono in nessun modo provocare danni e conseguenze ulteriormente negative, come pesanti sanzioni pecuniarie o addirittura la chiusura delle attività".

 

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