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Internet: dalla Regione 160 milioni per potenziare la connessione a 770mila toscani

L’assessore Ciuoffo ha chiesto a Open Fiber un piano di emergenza per velocizzare i lavori e rispettare i tempi di completamento della rete a Banda ultra larga

Un incontro con concessionario e stazione appaltante per velocizzare il più possibile i lavori di realizzazione della rete a Banda ultra larga (Bul) nelle cosiddette "aree a fallimento di mercato", cioè poco appetibili per i gestori in quanto con un numero ridotto di potenziali utenti. E’ quello che l’assessore regionale all’innovazione digitale, Stefano Ciuoffo, ha svolto con i rappresentanti del concessionario Open Fiber e della stazione appaltante pubblica Infratel, controllata dal Ministero dello sviluppo economico.

La Regione Toscana, con due procedure di gara finanziate con fondi comunitari Fesr e Feasr, ha l’obiettivo di realizzare una rete pubblica in grado di offrire servizi di connettività ad alta velocità per 770 mila cittadini residenti, attraverso un investimento di circa 160 milioni di euro.

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La riunione è stata convocata per fare il punto sullo stato dei lavori del progetto “Banda ultra larga nelle aree a fallimento di mercato”, e per affrontare le criticità che, nel corso di questo anno, si sono verificate, e ripetutamente, nella realizzazione dei lavori di posa della fibra ottica. “In seguito a continue segnalazioni da parte dei sindaci dei piccoli e medi Comuni toscani – spiega infatti l’assessore Ciuoffo – abbiamo ritenuto doveroso e non più procrastinabile incontrare i nuovi vertici nazionali e regionali di Open Fiber, insieme alla stazione appaltante Infratel, visto che carenze di manodopera stanno rallentando i cantieri per la posa della fibra, con il rischio concreto che la fine dei lavori slitti al 2023”.

Le criticità

Il quadro prospettato dalla società aggiudicataria dell’appalto ha mostrato infatti alcuni elementi di criticità, dovuti principalmente all’assenza di manodopera specializzata e formata per la stesa della fibra. Questo elemento comporterà ritardi nella conclusione e nell’avvio dei lavori previsti, amplificando così l’attesa tra la definizione della progettazione esecutiva ed il completamento dell’infrastruttura per la successiva commercializzazione dei servizi.

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“Abbiamo chiesto ad Open Fiber – conclude l’assessore - massima attenzione e priorità per i Comuni che ancora oggi si trovano in una fase di transizione ed incertezza. La società si è impegnata ad accelerare e a dare maggiore priorità al nostro territorio. Questa situazione non può ricadere sui cittadini e sui Comuni. Serve un impegno corale da parte della società aggiudicataria e della stazione appaltante affinché vi sia massima attenzione e rispetto delle scadenze. Abbiamo quindi costituito una cabina di regia che si riunirà con cadenza trimestrale per fare il punto e monitorare gli stati di avanzamento”.

Il piano

La Regione Toscana segnalerà in modo formale ad Infratel i rischi di mancate opportunità di sviluppo per il territorio e quelli legati ai fondi europei, che derivano da questo ulteriore ritardo, ed ha intenzione di portare questa tematica nuovamente all'attenzione della Commissione Agenda Digitale della Conferenza delle Regioni. Secondo il piano prospettato da Open Fiber, l’80% dei Comuni coinvolti dal progetto “Bul aree bianche” vedrà i lavori conclusi entro il 2022, prevedendone il completamento nei primi mesi dell’anno successivo.

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