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L'ordine degli ingegneri: “Fare stadio, aeroporto, terza corsia dell'autostrada e alta velocità”

La categoria chiede le 'grandi opere' e chiede di partecipare alla stesura dell'agenda politica

“Per ripartire Firenze ha bisogno di infrastrutture”. Per l'Ordine degli Ingegneri di Firenze la strada per uscire dalla crisi causata dall'epidemia da Covid-19 passa attraverso “opere come il nuovo stadio di calcio, il recupero del Franchi, la nuova pista dello scalo Vespucci, la Tav, la terza corsia dell'Autostrada del Sole e della Firenze Mare”, come si legge in una nota diffusa.

“Servono l’aeroporto, il nuovo stadio, il recupero alle origini del Franchi, liberato da orribili superfetazioni, la riqualificazione dell’area di Campo di Marte, l’impiantisca per la chiusura del ciclo dei rifiuti, il sottoattraversamento Alta Velocità di Firenze (cioè tunnel di 7 km sotto la città e stazione Foster, ndr), che libera binari e migliora il servizio della rete ferroviaria metropolitana e toscana, la terza corsia dell’A1 e dell’A11”, afferma Pietro Bartolini, coordinatore della Commissione Cultura e Industria dell'Ordine.

“Sono tutti progetti cantierabili, già in gran parte finanziati da soggetti che vogliono investire sulla città: realizzarli verrebbe dire portare lavoro, sviluppare il marketing territoriale e sinergie, fare di Firenze e soprattutto della città metropolitana il fulcro di connessioni”, prosegue Bartolini, secondo il quale “il rischio è, altrimenti, quello di perdere ulteriori punti di Pil.“E quindi posti di lavoro e benessere per i cittadini”.

Dai dati Istat, l'indice della produzione industriale in Italia a cuasa del lockdown imposto dall'emergenza coronavirus è calato del 42,7 % tra gennaio e aprile 2020.

“Firenze è ferma. Dobbiamo recuperare Pil, il Pil è lavoro. E dobbiamo farlo attraverso queste infrastrutture, la loro moderna digitalizzazione e i servizi collegati, da realizzare tutte insieme” afferma ancora Bartolini.

“Sarà importante 'il fare' perché i mercati, e anche i cittadini, abbiano più fiducia nell’Italia, per riaprire i flussi di business e quelli turistici, questi ultimi più diffusi sul territorio grazie alle infrastrutture e quindi rispettosi dei territori e della città”, conclude il rappresentante dell'ordine, che chiede che “gli ingegneri contribuiscano in modo concreto e innovativo all’elaborazione dell'agenda politica”.

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