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Domenica, 21 Aprile 2024
I dati

Industria calzaturiera, in Toscana calano export e imprese

Aumenta invece il numero di addetti anche se resta al di sotto dei dati pre Covid

Calano export e numero di imprese ma aumentano gli addetti. È quanto emerge dai dati di Infocamere-Movimprese per la Toscana nel 2023. Un dato in controtendenza rispetto ai numeri nazionali che hanno visto crescere l'export del comparto italiano dell'1,1 per cento, attestandosi a 12,8 miliardi di euro. 

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102 aziende in meno

Rispetto al 2022, sono 102 le aziende che nel 2023, tra industriali e artigiane, che hanno cessato l'attività. Un dato contrastato in positivo dall'aumento del numero di addetti rispetto all'anno precedente pari al 2,7 per cento, ovvero 359 lavoratori in più. Numeri che restano però ancora al di sotto dei livelli pre-Covid.
Altro dato allarmante che sono aumentate dell'85,3 per cento rispetto al 2022, le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da Inps: 3,1 milioni di ore, un numero decisamente superiore, + 424,2 per cento, rispetto a quelle del 2019.

Export in calo

Calo notevole dell'export nei primi nove mesi del 2023: ben il 16,8 per cento in meno rispetto al valore sullo stesso periodo nell'anno precedente tra calzature e componentistica e, facendo un parallelo coi livelli pre-pandemia, un 4,2 per cento in meno rispetto al gennaio-settembre 2019. I beni esportati, che comunque sono stati per un valore pari a 1,83 miliardi di euro, hanno visto una flessione a causa della contrazione dei flussi verso la Svizzera. 

La nazione elvetica è stata interessata sia da un cambio nelle strategie distributive delle stesse - che hanno spedito direttamente ai mercati finali una parte consistente delle merci vendute, senza transito in Svizzera - sia dalla scelta di spedire nella terra dei cantoni da centri operativi situati in altre aree come Milano. 

Svizzera che, nonostante abbia fatto registrare un -47 per cento, è insieme a Usa, Francia, Cina e Paesi Bassi, tra le prime cinque destinazioni dell'export toscano che coprono il 66,8 per cento del totale. Se anche gli Stati Uniti come la Svizzera hanno registrato una flessione, pari però al 12,9 per cento, ottimi numeri arrivano da Cina, +118,3 per cento, Francia, +25,3 per cento e Paesi Bassi, + 4,9 per cento.

Numeri in calo anche nel 2024

Stando a Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici, anche il 2024 a livello nazionale non è partito benissimo. “L’anno da poco concluso - commenta Ceolini - ha visto per il comparto calzaturiero italiano un andamento ondivago. Alle performance brillanti del primo trimestre, con aumenti a doppia cifra per export e fatturato, è seguito un progressivo rallentamento. Il 2024 sta manifestando in avvio segnali preoccupanti e prevediamo un’ulteriore frenata almeno nel primo semestre. Una congiuntura determinata dal difficile scenario internazionale, dominato da eventi e rischi geopolitici, e dalle condizioni finanziarie restrittive per famiglie e imprese”

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