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Martedì, 18 Giugno 2024
Economia Barberino Tavarnelle

Imu agricola, stangata dal 2015 per i comuni del Chianti

I sindaci Trentanovi e Baroncelli: "Non siamo montani, la stangata dell'Imu colpirà l'anima del Chianti". I sindaci contestano: "Un provvedimento pesante che penalizzerà l'agricoltura, l'unico settore in crescita"

Tassa più pesante nei comuni del Chianti. E’ l’Imu agricola che adesso dovrà essere pagata in modo completo anche nei comuni di Barberino Val di Pesa e Tavarnelle. L’imposta fino al 2013 esentava i territori chiantigiani perché inseriti in una specifica fascia altimetrica, essendo collinari, e che da ora in poi dovrà essere versata da tutti i proprietari di terreni agricoli residenti nei territori. Nel 2014 il pagamento avveniva parzialmente ed era a carico dei cittadini non imprenditori agricoli e non coltivatori diretti.

“E’ una soluzione che non condividiamo – spiegano Giacomo Trentanovi e David Baroncelli, sindaci rispettivamente di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa – riteniamo il provvedimento pesante perché ancora una volta grava sui contribuenti e sulle municipalità andando a penalizzare le potenzialità economiche del nostro territorio legate imprescindibilmente alla vocazione rurale del Chianti”.

“Anziché dare una mano all’agricoltura - proseguono – il governo centrale carica di un’ulteriore vessazione un settore che consideriamo trainante per l’economia chiantigiana, l’unico che in questi anni ha saputo difendersi dai colpi della crisi mostrando, in controtendenza, incoraggianti segnali di ripresa”. L'esenzione Imu terreni agricoli Comuni montani cambia per effetto del Decreto legge n. 66/2014 (articolo 22, comma 2) che, fissando nuovi criteri di riferimento, ha disposto l’esclusione dall’esenzione dell’Imu di terreni agricoli situati in aree non montane.

“Dal 2015 la tassa – continuano i sindaci – dovrà essere versata dai coltivatori diretti e non e l’importo, sulla base del valore dei terreni, potrà raggiungere diverse migliaia di euro”. Un disagio, quello segnalato dagli amministratori comunali rispetto all’applicazione dell’Imu agricola, che, si legge in una nota, "cresce a livelli esponenziali se affiancato al segno meno dei contributi statali di cui i Comuni quest’anno non usufruiranno". “La definiamo un’operazione pasticcio: aggravare le tasse e strozzare i bilanci comunali, già penalizzati, con importanti perdite di gettito per il 2014 e il 2015 – di fatto l’Imu sui terreni agricoli è la punta di un iceberg che toglie respiro alle nostre macchine comunali tagliando complessivamente oltre 300mila euro dal fondo dei contributi statali, risorse che ogni anno utilizziamo per garantire servizi, sostenere le fasce deboli della popolazione e in generale assicurare qualità della vita”.

MUGELLO – Scenario opposto in Mugello. Infatti dopo che lo scorso 23 gennaio il governo ha rivisto i criteri di classificazione dei comuni montani, ripristinando i parametri Istat e le esenzioni previste, con pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, è stata disposta la restituzione di oltre 1 milione d’euro ai comuni.

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