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Foto Agenzia Dire

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Coronavirus, nel 2020 il Pil della Toscana potrebbe chiudere a -11%

Lo scenario prefigurato da Irpet significherebbe una perdita per la nostra regione di circa 12-13 miliardi di euro

Il Pil della Toscana potrebbe chiudere il 2020 a -11%, quello di Prato con una caduta del 12%, contro una media nazionale ipotizzata a -9%. Tradotto: una perdita secca da 12-13 miliardi di euro su scala regionale.

E questo nello scenario base, perché in caso di recrudescenza sul tessuto produttivo della seconda ondata della pandemia la caduta a livello regionale potrebbe toccare il -13,6%.

E' quanto emerge da uno studio commissionato da Confartigianato Imprese Prato a Irpet (Istituto regionale programmazione economica toscana).

L'istituto regionale di ricerche non ha dubbi. "E' un dato che non ha precedenti negli ultimi 100 anni. Solo nel 1943 e nel 1944 si trovano numeri peggiori", commenta Leonardo Ghezzi, capoeconomista dell'istituto, intervenendo ieri al dibattito dell'associazione di categoria sulle prospettive socio-economiche per l'anno prossimo.

Quanto al 2021, il prodotto interno lordo toscano potrebbe 'rimbalzare' con un +4,9% (a Prato +6%,) recuperando dunque solo una parte di quanto lasciato sul terreno nel primo anno di pandemia.

"Questo quadro - avverte Ghezzi -, è basato su una certa dose di ottimismo, vale a dire sull'idea che il virus torni a essere sotto controllo a gennaio e che a marzo un vaccino sia disponibile per la popolazione".

"Quello che preoccupa maggiormente è la sopravvivenza delle imprese - evidenzia l'economista di Irpet - perché in presenza di una mortalità delle imprese accentuata il danno, da congiunturale (cioè relativo ad un dato momento storico, ndr) rischia di diventare strutturale (permanente, ndr)".

Nell'ultimo bollettino i decessi sono 32

Di fronte a questo scenario il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenendo al confronto dell'associazione, ha ribadito il suo no al lockdown generale, peraltro al momento, nelle forme di quanto successo a marzo ed aprile scorso, escluso dal governo.

"Quando si vede che a Prato la caduta del Pil è del 12%, ci si rende conto che chiudere tutto non si può. Bisogna mantenere l'equilibrio, avere la capacità da un lato di dare risposte a ciò che può contrastare e ridurre la corsa del contagio, ma contemporaneamente in piena sicurezza e mantenendo in piedi un sistema produttivo di manifattura e di commercio. Dobbiamo fare lo sforzo perché altrimenti i dati che ci vengono proposti sono drammatici, arrivano a essere più che drammatici", le parole di Giani.

Nel frattempo ieri il Comune di Firenze ha lanciato un piano di test rapidi a tappeto in tutte le scuole fiorentine. Mentre nelle ultime ore per la Regione si profila il rischio di un 'declassamento' da area gialla ad area arancione: in questo caso scatterebbero ulteriori restrizioni.

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