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Economia Scandicci

Hugo Boss: chiusa la procedura di licenziamento collettivo   

Fabiani: "Voglio ringraziare il sindacato"

Si è chiusa con l’accordo firmato presso l'Agenzia Regionale Toscana per l'Impiego (Arti) la procedura di licenziamento collettivo aperta dalla Società Hugo Boss per cessazione delle attività presso la sede di Scandicci. Dei 22 dipendenti interessati, 3 saranno ricollocati presso la Hugo Boss Ticino: per questi lavoratori sono stati previsti incentivi all'esodo e ulteriori misure ad hoc (come consulenza fiscale per comprendere meglio il sistema fiscale svizzero, bonus per il trasloco in franchi svizzeri, alloggio pagato dall'azienda per sei mesi). L’accordo sottoscritto prevede anche uscite incentivate per i restanti dipendenti e contestualmente, su invito della Regione/Arti, in caso di assunzione a tempo pieno con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato entro 6 mesi, la Società Hugo Boss Shoes & Accessories Italia SpA si impegna a versare a favore del nuovo datore di lavoro una ‘dote’ di 8mila euro. 

Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del presidente Giani, commenta l’esito della vertenza: “Il tavolo ha ottenuto risultati inizialmente insperati. Voglio ringraziare in particolare il sindacato, che ha mostrato una visione generale delle questioni lavorando non solo per la gestione della vertenza ma anche per la difesa del distretto. All’impegno congiunto portato avanti da istituzioni e sindacato si deve il trattamento assicurato ai lavoratori coinvolti e anche il fatto che l’azienda ha dovuto ammettere che la riorganizzazione dipende esclusivamente da ragioni interne. Si tratta quindi di una scelta che non mette in discussione la centralità di Scandicci e della Toscana nella moda internazionale, né la conclamata struttura del distretto di Scandicci, che è un punto di riferimento unico, certificato dalla presenza di tutti i maggiori brand di livello mondiale”. 

Il caso Hugo Boss a Scandicci

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