Venerdì, 14 Maggio 2021
Economia

Richard Ginori: è di Gucci l'unica offerta arrivata al tribunale di Firenze

La lunga e tormentata vicenda della Richard Ginori sembra davvero alle battute conclusive e non pare, a questo punto, che possa mancare il lieto fine. Ora la palla passa al giudice per l'aggiudicazione dell'asta

Il marchio Gucci

La lunga e tormentata vicenda della Richard Ginori sembra davvero alle battute conclusive. Quella del gruppo Gucci è l’unica offerta pervenuta al tribunale fallimentare di Firenze per l’acquisizione dell’industria Richard Ginori alla scadenza delle ore 12 di oggi. Non ci sono state offerte di altri gruppi. Alle ore 15 è prevista l’apertura pubblica delle buste con le offerte, quindi il tribunale procederà all’aggiudicazione provvisoria dell’asta.

TEMPI - Da domani scatterà il periodo di 25 giorni dedicato alle consultazioni sindacali. Durante questa fase dovrà essere raggiunto un accordo tra offerente e rappresentanti sindacali. Un’intesa che sarà recepita dal curatore fallimentare prima di procedere a un’ulteriore verifica delle condizioni dell’asta e quindi al versamento del prezzo da parte dell’offerente entro il 31 maggio, data entro la quale è prevista l’aggiudicazione definitiva. Tra le questioni che verranno discusse con i sindacati ci sarà il reintegro di circa 235 lavoratori su 305 e il proseguimento della cassa integrazione per circa altri 70 addetti.

SINDACATI – Sollievo ma anche tanto lavoro all’orizzonte. E’ questo in estrema sintesi il pensiero espresso dai sindacati. L’offerta di Gucci rappresenta “motivo di grande sollievo” per i lavoratori, ma “c’è ancora tutto da giocare” perché sono ancora in ballo 74 posti di lavoro. Ad affermarlo è stato Bernardo Marasco (Filctem-Cgil), che oggi ha partecipato al presidio organizzato dai sindacati confederali davanti alla fabbrica di Sesto Fiorentino. All’arrivo della notizia dell’offerta, intorno alle 12:15, la sirena dello stabilimento ha suonato a lungo. “Ci saranno sacrifici, al di là del sollievo non è una festa”, ha spiegato Marasco ai lavoratori, una cinquantina, riuniti davanti ai cancelli, e ribadendo che sarà necessario un confronto sul piano industriale e per “limitare il più possibile” il danno sociale derivante da eventuali esuberi. “Ci preme tentare il più possibile – ha aggiunto Lucia Sbolci (Femca-Cisl) – di salvaguardare i posti di lavoro”.

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