Economia

Green pass, Confcommercio: "E' un paradosso"

"Una discriminazione inaccettabile perché anche le nostre sono imprese turistiche che vivono di mercato"

Foto di Free-Photos da Pixabay

Se le nuove, ipotetiche, regole sull'utilizzo del green pass (il dibattito in seno al governo è ancora in corso di svolgimento) dovessero diventare legge, i pubblici esercenti sono pronti a dare battaglia. "Siamo di fronte all'ennesimo paradosso: chiunque potrà cenare nei ristoranti dei villaggi, degli alberghi, dei campeggi mentre in tutti gli altri servirà il green pass - sottolinea Aldo Cursano, ristoratore fiorentino e vice presidente vicario di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi - Una discriminazione inaccettabile perché anche le nostre sono imprese turistiche che vivono di mercato. Ancora una volta si pensa di mettere la croce sulla spalle dei pubblici esercizi, penalizzando attività che hanno già pagato un prezzo altissimo alle misure di contrasto della pandemia".

"Se davvero si ritiene che la campagna vaccinale abbia bisogno di un'ulteriore spinta, si estenda l'obbligatorietà della vaccinazione, doppia o singola dose, per accedere ad ogni tipo di servizio. Perché se serve l`ennesimo sacrificio, questo va condiviso da tutti", prosegue. "C'è tuttavia qualcosa che non convince. La campagna vaccinale va avanti spedita se è vero che negli ultimi 3 giorni hanno completato il ciclo vaccinale 1,7 milioni di persone, di cui 800mila under 40. Ci sono già oltre 27 milioni di persone che hanno completato il ciclo vaccinale e poco meno di 9 milioni sono ancora in attesa della seconda dose anche perché i tempi sono stati addirittura allungati. Manca davvero poco e l'immunità di gregge pari al 70% della popolazione over 12 anni è a portata di mano".

"Fipe è da sempre a favore dei vaccini - prosegue Cursano - ma facciamo fatica a credere che in Italia ci siano 17 milioni di no vax. Più semplicemente la campagna vaccinale prosegue secondo dei tempi tecnici che dipendono dai protocolli sanitari e dalla logistica mentre almeno oggi il problema della disponibilità dei vaccini sembra superato. I non vaccinati non sono dunque no vax ma per lo più giovani che hanno già chiaramente espresso la volontà di vaccinarsi e sono in attesa di farlo. Siamo dinanzi ad una doppia discriminazione: quella delle persone non ancora vaccinate a cui sarebbe impedito l'accesso a bar e ristoranti e quella nei riguardi di bar e ristoranti perché sarebbero tra le poche attività nelle quali si potrà entrare con il green pass", conclude Cursano.

Verso il nuovo green pass allargato

Il green pass allargato - con il ciclo completo di vaccinazione e non più con una sola dose - dovrebbe entrare in vigore a inizio agosto con l'obiettivo di evitare cambi di colore a stretto giro di posta delle Regioni e mantenere l'Italia bianca almeno fino a metà mese nonostante i contagi in crescita. Nessun passaggio di regioni in zona gialla sembra all'orizzonte nelle prossime settimane. Il certificato per immunizzati, guariti dal Covid o 'tamponati' negativi entro le 48 ore potrebbe essere obbligatorio anche per i ristoranti al chiuso, ma ci sarà battaglia. Quasi scontato che venga richiesto per stadi, piscine, palestre, concerti e tutte le attività collettive.

"Dopo le indicazioni del Cts la politica deciderà e credo che si andrà verso la concessione del Green pass solo dopo la doppia dose di vaccino", ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. Secondo Costa si va verso un quadro ben definito: "La revisione dei parametri che portano alle zone 'a colori', dando maggior peso ai ricoveri e meno ai contagi; l'estensione dell'uso del Green pass, non seguendo il tanto decantato modello francese, ma - precisa - come già viene usato in Italia, ampliando magari il suo uso agli eventi pubblici dove dobbiamo garantire la sicurezza delle persone; infine, il rilascio del Green pass dopo il richiamo e non più dopo 15 giorni dalla prima dose di vaccino".

"Il Governo sta discutendo diverse ipotesi, a breve presenteremo nostra proposta" ha detto oggi il ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, a margine del rapporto annuale dell'Enac, aggiungendo che "è un elemento importante perché la sicurezza di tutti è cruciale anche per confermare la ripartenza". Non resta che attendere.

Green pass, Tni: "Pronti a scendere in piazza"

Il Green Pass? "È uno strumento per abbassare i rischi nei luoghi frequentati e va sicuramente adottato anche come incentivo a vaccinarsi per le fasce più dubbiose o scettiche. Se tu hai diritto a non vaccinarti, io ho diritto ad andare allo stadio o a cena fuori in piena sicurezza". Non ha dubbi il presidente della Regione Lazio ed esponente del Pd, Nicola Zingaretti, che in una intervista al Corriere della Sera spiega di aver avuto modo di confrontarsi sul tema con "tanti ristoratori e negozianti che sarebbero felici di poter scrivere sulla porta "locale 100% covid free"".

 "Sono favorevole al green pass con due dosi di vaccino per i grandi eventi e trovo giusto anche immaginare l'obbligo vaccinale per gli insegnanti, ma a patto che vi sia certezza del rientro in classe in presenza. Basta ambiguità della destra" dice il senatore di Leu Francesco Laforgia.

Sul green pass, "bisogna usare prudenza, attenzione e cautela - sostiene invece Matteo Salvini: dobbiamo lavorare per rendere disponibile il vaccino per tutti senza però rovinare la vita o chiudere in casa ragazze e ragazzi di 15 e 20 che hanno sofferto molto. Per andare in pizzeria devi avere il green pass? Sarebbe un casino totale perché il green pass te lo danno dopo la seconda dose, quindi vuol dire che quelli sotto i 40 anni lo avrebbero almeno a ottobre. Questo vuol dire per esempio che al parco acquatico ci potrebbe andare mio padre, ma non mio figlio. E' una ca..pazzesca", la sua conclusione

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