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Venerdì, 14 Giugno 2024
La vertenza / Novoli

Ex Gkn, il presidio sotto la Regione va avanti: “Ancora nessuna risposta chiara dalla politica”

Annunciate ulteriori azioni, in attesa di novità sulla proposta di legge sui consorzi industriali pubblici

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Va avanti a oltranza il presidio dei lavoratori ex Gkn sotto la Regione in via di Novoli, accampati con alcune tende nei giardini da sabato scorso per chiedere il via libera alla proposta di legge sui consorzi industriali pubblici, consegnata anche al presidente del Consiglio Antonio Mazzeo che a sua volta ha riferito di averla girata al governatore Eugenio Giani.

Il Collettivo di fabbrica: “Stiamo preparando nuove azioni”

“Ancora nessuna risposta chiara dalla politica, stiamo preparando nuove azioni”, spiegano dal Collettivo di fabbrica. Dopo la manifestazione di sabato scorso che si è conclusa con la simbolica occupazione in attesa che dalla Regione si muova qualcosa. “Tutte le realtà sindacali coinvolte nella vertenza sono compatte nelle richieste - aggiungono - stipendi o ammortizzatore, commissariare Qf, legge regionale per intervento pubblico”. 

A stretto giro è arrivata una nota dei lavoratori Qf che già nei giorni scorsi avevano preso le distanze dal Collettivo di fabbrica. “Venuti a conoscenza della volontà di continuare a preparare  nuove azioni” dichiarano di “rispettare le scelte del Collettivo, ma abbiamo il diritto di non condividerle tali azioni quando le riteniamo inopportune”, ribadendo che  “il Collettivo di fabbrica è un raggruppamento di alcuni lavoratori e non è un soggetto giuridico. Teoricamente e praticamente non ha il mandato di rappresentare la totalità dei lavoratori Qf”.

Il sostegno della Rsu Arti: “Dare concretezza alle richieste”

Nelle ultime ore al Collettivo è invece arrivato il sostegno della Rsu di Arti (Agenzia regionale Toscana per l’impiego) che ha scritto alla Regione per l'approvazione della legge sui consorzi di sviluppo industriale: “Nei Centri per l’impiego e nei Servizi lavoro tocchiamo giornalmente il dramma di chi si trova senza lavoro per scelte e motivazioni aziendali spesso incomprensibili e legate a dinamiche economico/finanziarie che niente hanno a che vedere con la perdita di competitività dell’azienda e con reali crisi economiche e strutturali”, si legge nella lettera.

“Delocalizzazioni, trasferimenti di attività, cessioni e divisioni di gruppi industriali avvengono nella totale noncuranza della ricaduta che esse hanno sulla vita dei lavoratori e dell’impatto sul territorio, che perde così la sua connotazione produttiva, ma anche la sua coesione sociale. Tali scelte provocano tensioni e divisioni fra i lavoratori innescando una spirale di disgregazione sociale ed economica. Gli ammortizzatori sociali (seppur necessari) , non sono sufficienti e non possono rappresentare l’unica e ultima soluzione in tale complessità”.

Per questo, chiude il documento, “auspichiamo che si dia concretezza alle richieste che il Collettivo di fabbrica sta portando avanti per la costituzione e il funzionamento dei Consorzi di sviluppo industriale.  Vengano pertanto sostenute tutte le iniziative che offrano un’alternativa reale sia ai bisogni economici dei lavoratori, sia sociali del territorio e diano un nuovo riconoscimento alla dignità dei lavoratori”.

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