Economia

Fine del blocco dei licenziamenti, il vicepresidente di Assopellettieri Calistri: “In Toscana nel settore a rischio 1.000 posti di lavoro”

Il numero due di Assopellettieri toscana: “Il governo ci aiuti a non licenziare”

Andrea Calistri, foto d'archivio

Nel solo settore della pelletteria in Toscana sono a rischio mille posti di lavoro, con la fine dello stop ai licenziamenti a partire da giovedì 1° luglio, a meno di nuove decisioni nelle prossime ore da parte del governo.

La stima è arrivata questa mattina da Andrea Calistri, vicepresidente di Assopellettieri con delega al distretto toscano.

“Non abbiamo al momento numeri precisi. Sicuramente ci saranno perdite di posti di lavoro e la cosa preoccupante dal nostro punto di vista può essere la fuoriuscita dal sistema di alcune delle migliori competenze, magari over 50", dice Calistri.

"Facciamo il massimo nel cercare di far sì che questo non avvenga, perché è vero che abbiamo un bel vivaio di ragazzi che attraverso le scuole di formazione escono fuori molto bene e saranno la forza del domani, ma è vero anche che la trasmissione del sapere deve avvenire prima che si vada in pensione, quindi i prepensionamenti possono essere un problema”, prosegue Calistri, in occasione della seconda edizione degli 'Stati generali della pelletteria italiana', svoltasi questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

“Nel mese di luglio vedremo se davvero (il numero di licenziamenti, ndr) sarà qualcosa di imponente oppure no. Come Assopellettieri ci impegneremo perché nessuno perda il posto”, assicura Calistri, che parla di “un migliaio” di posti di lavoro verosimilmente a rischio, soprattutto tra chi ha più di 50 anni. Persone che, vista l'età, faticherebbero non poco a trovare un nuovo impiego.

In un comparto, quello della pelletteria toscana, che vede attive circa 2.500 aziende con un totale di circa 25mila lavoratori e un fatturato pre Covid di oltre 5 miliardi di euro all'anno.

Toscana che rappresenta il 60% del prodotto nazionale lordo del settore, tra numero di aziende, fatturato, export. “La performance di tutta la pelletteria italiana, toscana compresa, nel 2020 è stata terribile. Nell'anno della pandemia abbiamo perso tra il 35 e il 40% del fatturato. Nei primi mesi del 2021 la situazione si sta stabilizzando ma contiamo in una vera ripresa solo da gennaio 2022”, prosegue il numero due dell'Assopellettieri.

A livello nazionale sabato scorso in tutta Italia erano scesi in piazza i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, per chiedere di prolungare lo stop ai licenziamenti in tutti i settori fino a fine ottobre, per scongiurare il rischio di una “bomba sociale” (in sindacati con la fine del blocco sono arrivati a stimare a livello nazionale fino a diverse centinaia di migliaia di lavoratori a rischio).

Confindustria, alla quale è associata Assopellettieri, da tempo fa invece pressione sul governo, in opposizione ai sindacati, affinché il blocco venga tolto. Per evitare licenziamenti "al governo chiediamo provvedimenti volti al prolungamento della cassa integrazione e sostegni alle imprese che non licenziano. Mi auguro che la medesima richiesta arrivi dalle associazioni di imprese di tutti i settori e che dall'esecutivo arrivino provvedimenti per farci arrivare a gennaio 2022, quando ci aspettiamo la vera ripresa. Altrimenti il rischio è perdere competenze importantissime”. Licenziamenti, appunto.

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