Economia

Protesta ai cancelli dei lavoratori di Ferragamo: "A rischio licenziamento proprio ora che riparte il lavoro" / FOTO

Picchetto sotto lo stabilmento dell'Osmannoro: "Trattative per vendere la licenza dei profumi, ci hanno detto di guardarci intorno"

Erano un centinaio i lavoratori della Salvatore Ferragamo Spa, società tra i principali operatori mondiali nel settore del lusso, al presidio di questa mattina di fronte allo stabilimento dell'Osmannoro di via Mercalli, al confine tra Firenze e Sesto Fiorentino ma già in territorio comunale di quest'ultimo.

Un'ora di sciopero per chiedere certezze sul futuro dei circa 40 lavoratori coinvolti nella trattativa in corso per vendere la licenza dei profumi.

"Soltanto nel maggio scorso la Parfums Spa è stata incorporata dalla Salvatore Ferragamo. Ora questa trattativa per cedere la licenza che ci vede fortemente contrari, perché sono a rischio diritti e posti di lavoro di 40 lavoratori", spiega Enrica Zerini, dipendente da 34 anni e rappresentante della Filctem Cgil.

Il 3 giugno scorso l'azienda aveva ufficialmente comunicato come fosse "in corso una trattativa in esclusiva con Interparfums Inc., produttore e distributore di profumi e cosmetici di prestigio, per la gestione in licenza mondiale del business dei profumi a marchio Ferragamo", aggiungendo che "la struttura della transazione è volta a garantire un ulteriore impulso al business dei profumi, preservando i valori e l’heritage del marchio con prodotti Made in Italy e una distribuzione selettiva allineata al posizionamento del brand".

Dichiarazioni che sostanzialmente vengono ripetute oggi. La trattativa per la vendita è tuttora in corso e l'azienda si dice "pronta ad attivarsi per proporre le migliori soluzioni possibili per i lavoratori, come già comunicato alle organizzazioni sindacali, e come già avvenuto in passato".

Rassicurazioni che però non tranquillizzano né il sindacato né i lavoratori. "Dei termini della trattativa non sappiamo nulla, chiediamo che sia interrotta immediatamente. Non accettiamo che, dopo mesi di sacrifici durante la pandemia, accettando la cassa integrazione, oggi che i mercati ed il lavoro stanno ripartendo gli sforzi dei lavoratori non siano ripagati e anzi il loro destino venga messo a rischio", prosegue Zerini.

"Invece della vendita di asset strategici - chiede l'intera Cgil in una nota -, la direzione aziendale presenti un piano industriale con investimenti in innovazione e occupazione". Al fianco dei 40 occupati nel settore profumi c'erano anche molti colleghi degli oltre 600 dipendenti dello stabilimento dell'Osmannoro.

"Leggiamo le rassicurazioni, ma non conosciamo gli accordi per la vendita e nei corridoi c'è chi ci dice di guardarci intorno", dice un lavoratore di lungo corso. "E' così, siamo molto preoccupati", conferma la sindacalista Cgil. Oggi lo sciopero era di un'ora, ma non si escludono nuove proteste nei prossimi giorni.

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