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Domenica, 26 Maggio 2024

Ex Gkn, gli operai salgono su un traliccio alla stazione: “Commissariare Qf e pagare gli stipendi” \ FOTO - VIDEO

Nuova azione dimostrativa dopo l’incontro saltato al ministero del Made in Italy per chiedere di “liberare la fabbrica”

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Si sono arrampicati su un traliccio accanto al binario 16 della stazione Santa Maria Novella dove hanno srotolato uno striscione: “Liberate Gkn”. Protagonisti Franco e Amedeo, due operai ex Gkn ma insieme a loro, sotto, diverse decine di colleghi dello stabilimento di Campi Bisenzio. 

Una nuova protesta nel giorno dell'incontro al Mimit, rimandato all’ultimo momento a causa di una mail non ricevuta, questa la giustificazione, dal liquidatore di Qf e aggiornato al 26 marzo.

Gli operai sono saliti sulla torretta per chiedere il commissariamento di Qf “perché siamo di fronte a dolo o incapacità umana e imprenditoriale”, il pagamento degli stipendi “anche perché hanno palesemente dimostrato di avere liquidità”, di lasciare il territorio e la comunità operaia “liberi di pensare alla reindustrializzazione e al futuro industriale del sito, cessando questa guerra unilaterale contro operai e territorio. Non va liberato un fantomatico stabilimento, ma una fabbrica dal ricatto e da potenziali logiche speculative”.

“Azienda incapace di fare industria e di leggere la posta elettronica”

Il blitz, scattato nella tarda mattinata, è stato conseguente all’ennesimo rinvio ministeriale per un tavolo che non viene ormai convocato da un anno. “Siamo vittime di questa azienda che comunica tramite mail qualsiasi decisione - dice Matteo Moretti -  Un tavolo che viene rinviato di altre settimane sulla pelle di lavoratori e famiglie che non ricevono lo stipendio da gennaio. Crediamo che un’azienda incapace di fare industria e incapace di leggere la posta elettronica debba come minimo essere commissariata”. Con un rinnovato appello alla Regione “affinché venga fatto un consorzio pubblico-privato per lo stabilimento di Campi Bisenzio, togliendolo dalle mani della speculazione”. Difficile, intanto, che da qui al 26 cambi qualcosa: “La nostra vita è vincolata alle mail di questa azienda fantasma e irresponsabile che tiene alla gogna dei lavoratori. Ma se bisogna stare alla gogna, ci mettiamo da soli”, in riferimento all’azione odierna. 

È evidente, denunciano ancora dalla Rsu che “tutto è studiato in ogni dettaglio per annientare economicamente, fisicamente, psicologicamente il corpo operaio, la comunità che da 33 mesi resiste in assemblea permanente contro l’ipotesi di delocalizzazione e smantellamento della ex Gkn. Se lo scopo è quello di annullare dei corpi, che resistono in lotta, questi corpi si mettono orgogliosi in gioco: a decine di metri di altezza. Ma questo non è il solo metodo di lotta e mobilitazione, è solo uno dei tanti”. A breve infatti ripartirà l’Insorgiamo tour per l’intervento pubblico e ad aprile dal 5 al 7 ci sarà la seconda edizione del Festival della letteratura working class. Gli operai sono poi scesi dalla torretta attorno alle 19.

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