rotate-mobile
Economia

Indebitamento delle famiglie: Firenze al settimo posto tra le città italiane

E' quanto emerge dallo studio della Cgia di Mestre, che torna a segnalare il rischio usura

“Cresce il debito delle famiglie italiane. Al 31 dicembre 2021 ammontava complessivamente a 574,8 miliardi di euro (+21,9 miliardi rispetto a un anno prima). L’importo medio per nucleo familiare era di 22.237 euro”. Così si legge nel resoconto di uno studio pubblicato nei giorni scorsi dalla Cgia di Mestre.

Se confrontato con il dato di 12 mesi prima, la variazione del debito medio familiare, con variazioni molto forti da regione e regione e da città e città, è stata di +851 euro.

A preoccupare l’ufficio studio della Cgia, comunque, “non è tanto ciò che si è in grado di misurare, ma quello che non si riesce nemmeno a intravedere; come, ad esempio, il rischio usura”.

“Ancorché lo stock dei debiti sia in aumento e gli effetti negativi del caro vita e del caro bollette siano esplosi solo dopo l’inizio di quest’anno, la situazione è critica, ma non drammatica. E’ probabile che l’incremento sia in parte riconducibile alla forte ripresa economica avvenuta l’anno scorso. Va altresì segnalato che le aree provinciali più indebitate sono anche quelle che presentano i livelli di reddito più elevati”, segnala ad ogni modo la Cgia.

“Sicuramente in queste realtà tra gli indebitati ci sono anche nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori potrebbero essere legati ai significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare che, ovviamente, sono riconducibili a famiglie benestanti. Altra cosa, invece, è interpretare i dati del Mezzogiorno; benché in termini assoluti la situazione sia meno critica che nel resto del Paese, il peso dell’indebitamento delle famiglie più povere è sicuramente maggiore che altrove. Va altresì ricordato che la maggiore incidenza del debito sul reddito si registra nelle famiglie  economicamente più deboli, ovvero in quelle a rischio povertà ed esclusione sociale.  I dati dell’Istat ci dicono, inoltre, che le crisi che si sono succedute dal 2008 in poi hanno aumentato il numero dei nuclei familiari in difficoltà economica, visto che gli effetti di questi choc economici hanno aumentato il divario tra poveri e ricchi”, si legge ancora.

Firenze al settimo posto in Italia

Quanto alla particolare classifica sulle famiglie più indebitate d'Italia, al primo posto c'è Milano, con un debito medio di 33.523 euro a famiglia (+8,1% nel biennio 2019-2021), seguita da Monza-Brianza (31.547 euro) e Bolzano (30.643). Quanto alle province toscane, al sesto posto troviamo Prato (29.310, +8,6%) e al settimo posto Firenze (28.925, +9,4%). Siena è al decimo posto (27.504, +3,4%), Pisa al 13esimo (26.605, +5,2%), Livorno al 16esimo (25.925, +4,2%), Pistoia al 24esimo (23.877, +4%), Lucca al 28esimo (23.712, +5%), Grosseto al 37esimo (22.557, +4,5%), Arezzo al 47esimo (20.519, +4,5%), Massa Carrara al 56esimo (19.229, +4,6%). Chiude la classifica nazionale, per avere un'idea delle cifre, la siciliana Enna, al 107esimo posto (9.468, +1,5%)

Rischio usura

Come detto, lo studio della Cgia di Mestre mette poi l'accento sul rischio usura. “Con le sole denunce effettuate all’Autorità giudiziaria non è possibile dimensionare l’usura. Chi finisce nella rete di questi criminali spesso ha paura di denunciare i suoi aguzzini perché teme per l’incolumità propria e dei suoi familiari. E con la crisi economica ormai nuovamente alle porte, anche le forze dell’ordine denunciano da tempo molti segnali di avvicinamento delle organizzazioni criminali al mondo dell’imprenditoria. In particolar modo di quella composta da artigiani, negozianti e partite Iva. Lavoratori autonomi che si indebitano per poche migliaia di euro, ma nel giro di qualche mese si trovano nell’impossibilità di restituire questi soldi, perché nel frattempo gli interessi hanno raggiunto livelli spaventosi”.

Sono queste, secondo l’ufficio studi della Cgia, le realtà più a rischio.  “Questo - si legge ancora - dimostra che lo Stato deve intervenire con massicce dosi di liquidità, altrimenti molte imprese cadranno prigioniere di questi fuorilegge. Non solo, ma è necessario incentivare il ricorso al “Fondo per la prevenzione” dell’usura. Uno strumento, quest’ultimo,  presente da decenni, ma poco utilizzato, anche perché sconosciuto ai più e, conseguentemente, con scarse risorse economiche a disposizione”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Indebitamento delle famiglie: Firenze al settimo posto tra le città italiane

FirenzeToday è in caricamento