Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

Covid, gli imprenditori dell'intrattenimento e delle discoteche protestano: “Noi beffati, fateci riaprire in sicurezza"

Il presidente Silb (Fipe-Confcommercio): "La legalità è stata sostituita dall’illegalità, contrastare gli abusi"

“Disperati e beffati, gli imprenditori dell'intrattenimento e delle discoteche sono ormai stanchi degli appelli e degli estenuanti rinvii sulle ipotesi delle riaperture di questi spazi di divertimento per i giovani, gestiti sempre in sicurezza e con controlli sistematici. E' evidente che, a fronte di una illegalità diffusa e non contrastata in nessun modo dei rave che si svolgono in molte località italiane, le contraddizioni diventano ancora più stridenti”: così Riccardo Tarantoli, Presidente del Silb, il sindacato dei locali da ballo legato a Fipe-Confcommercio.
 
Silb dunque, chiede due cose "non più procrastinabili: un immediato cambio di passo nei controlli di tutte quelle forme abusive che fino ad oggi sono state tollerate e la riapertura delle discoteche con accesso controllato con il green pass indicato, peraltro dal Governo, come unico strumento per tornare alla normalità nei posti di lavoro. Solo così si recupererà in parte la discriminazione nei confronti di questi imprenditori che, di fatto, da circa due anni non possono tenere aperte le proprie attività mettendo a rischio l'occupazione dei propri collaboratori e la sopravvivenza delle loro famiglie".

Gestori delle discoteche in piazza: "Fateci lavorare"

 “Abbiamo sempre tenuto un profilo istituzionale – conclude Tarantoli - rispettando le leggi anche quando non tenevano conto delle istanze di questo importante settore produttivo, ma ora è arrivato il momento di mettere un punto. Non è più accettabile questo comportamento del governo. L’abusivismo impera e la nostra categoria è l’unica rimasta ancora serrata. Ci aspettiamo provvedimenti immediati ed efficaci per chiudere definitivamente una stagione ingiusta e discriminatoria nei nostri confronti. E rimaniamo naturalmente aperti a un confronto su questa emergenza”.

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