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3 tesori nascosti da visitare a Padova, cantiere della cultura nel cuore del Veneto

Padova da scoprire e riscoprire: ecco come rifioriscono eventi e luoghi magici della città patavina che si candida a diventare la capitale italiana della cultura nel 2025.

Dopo l'inserimento di Padova Urbs picta nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, la città patavina si candida a diventare la capitale italiana della cultura 2025 e, per l'occasione, le iniziative volte al recupero di monumenti, palazzi e siti storici sono state notevolmente incrementate. Si tratta di un vero e proprio nuovo rinascimento della città di Padova: infatti, grazie ai numerosi cantieri dedicati ai beni storico-artistici dell'urbe, l'offerta culturale e gli spazi destinati alla promozione della creatività si sono moltiplicati, spesso in un rapporto costruttivo e dialogico tra le istituzioni locali e le realtà associative e imprenditoriali del territorio. 

I cantieri della cultura: ecco cosa vedere a Padova

Tra i cantieri della Urbs picta che restituiscono questa nuova immagine urbana, vi sono il restauro di numerosissimi siti di grande importanza storica - come la Torre degli Anziani, il Castello carrarese, le statue di Prato della Valle, le imponenti Mura veneziane, il Museo delle Acque a Altichiero, il Palazzo Configliachi, il Pedrocchi, il Conservatiorio e l'ex Chiesa delle Maddalene - il recupero della Cattedrale di Davanzo con la rigenerazione dell'area del Teatro Geox, la realizzazione della cittadella della Scienza all'interno dell'Ex Macello, la reinvenzione del Museo degli Eremitani con l'apertura di nuovi spazi espositivi, la trasformazione dell'ex-Coni nel grande centro culturale Du-30 a San Carlo e il restilyng del San Gaetano e del Teatro Verdi. A questi, si aggiungono i cantieri della Padova sotterranea (il Ponte San Lorenzo e i sotterranei del Palazzo della Ragione) e dell''Università, a partire dalla realizzazione del nuovo complesso dei Musei scientifici e dal recupero delle tracce del Trecento nell'area della ex Caserma Piave.

I cantieri materiali sono inoltre affiancati da decine di altri cantieri immateriali, come la Biennale della Street Art, il Padova Jazz Festival, il Festival Castello, Girovagarte, la stagione del Verdi, i teatri di comunità, il Parco della Musica, la Fiera delle Parole, il Premio Galileo e la settimana della Scienza, le stagioni concertistiche dell'Opv, dei Solisti e degli Amici della Musica, il Novembre patavino, i Notturni d'arte, la Città delle idee, le grandi mostre di Palazzo Zabarella, del San Gaetano e del Monte di Piet e Photo OpenUp, il festival Internazionale della fotografia.

«Questi ultimi anni hanno rappresentato per le politiche culturali di Padova un momento particolarmente fecondo, per certi versi unico e eccezionale – ha spiegato l'assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio –. Abbiamo finalmente riscoperto la nostra vocazione di grande città d'arte europea. Con il riconoscimento Unesco la storia non finisce ma, al contrario, si configura come la prima tappa di un nuovo inizio. La nostra città verrà lentamente riplasmata e la formula sintetica che esprime questo percorso è: "Padova, il cantiere della cultura". Possiamo affermare con orgoglio che poche città italiane possono vantare in questo momento una tale densità e qualità di cantieri culturali. È questa consapevolezza che ci induce a candidare Padova a capitale italiana della cultura: pensiamo di essere un vero e proprio laboratorio sperimentale, dove tradizione e innovazione hanno trovato un loro equilibrio».

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