Martedì, 22 Giugno 2021
Economia

Seconda ondata, i ristoratori toscani: "Meglio chiudere ora che a dicembre"

Il portavoce Pasquale Naccari mette in guardia: "Non lavorare a Natale sarebbe la morte del settore”

“Se pensate di farci chiudere, fatelo ora e non a dicembre, perché il danno a Natale sarebbe incalcolabile, una vera catastrofe. Meglio perdere novembre che il periodo delle feste, che potrebbe ridarci un minimo di ossigeno”. E' quanto dichiara Pasquale Naccari, portavoce dell'associazione Ristoratori Toscana a proposito delle ipotesi di lockdown a fine anno.

“Siamo rimasti delusi dalle dichiarazioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte - accusa Naccari - Da lui ci attendiamo realismo, sì, ma non terrorismo psicologico".

"Da parte di un leader politico ci vuole lungimiranza. E prospettare una chiusura a Natale è tutto fuorché lungimirante. Siamo stati i primi a chiudere, per senso di responsabilità. Adesso però non ha senso mettere limitazioni ai nostri locali e allo stesso tempo lasciare senza regole i trasporti pubblici” prosegue Naccari. 

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“Se, come ha già fatto, Conte afferma di non escludere un lockdown a dicembre, le famiglie e i lavoratori che temono di perdere il posto si chiudono in casa, risparmiano, non consumano - prosegue il portavoce dei ristoratori toscani -  Lo stanno già facendo: basta fare un giro dentro i negozi e i ristoranti vuoti".

"Il danno economico colpirà tutto il Paese e sarà devastante per l’intera economia nazionale - mette in guardia Naccari. - Perciò, se si pensa che la situazione peggiorerà e che ci sarà la necessità di richiudere. meglio farlo subito e consentire così alle imprese di recuperare una parte delle perdite nel periodo natalizio, anziché condannarci a una lenta agonia".

E "se secondo lockdown deve essere, che almeno si pensi immediatamente ai sostegni per le famiglie” conclude.

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