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Coronavirus, la Cisl: "Troppi pochi 600 euro per i lavoratori del turismo"

L'appello del sindacato: "Maggiori garanzie per i 100mila stagionali del settore"

“Le misure adottate sono assolutamente insufficienti per gli stagionali del nostro settore e lasciano fuori dalla copertura molti di questi lavoratori, che in una regione come la Toscana, che ha nel turismo un asset fondamentale, sono intorno a 100mila”. A dirlo è Alessandro Gualtieri, segretario regionale della Fisascat-Cisl, la categoria dei lavoratori del settore terziario, turismo e servizi.

“L’indennità di 600 euro non è sufficiente, sia per l’esiguità della cifra, sia perché la misura è una tantum - dice Gualtieri -. E poi ci sono i dimenticati tra i dimenticati, ovvero i lavoratori dell’indotto turistico che erano stati assunti appositamente per il periodo stagionale (dipendenti di fornitori di servizi e prodotti, come gli addetti alle pulizie o di magazzini all’ingrosso) che non sono stati riconosciuti tra i destinatari del provvedimento, come si evince dalla circolare Inps.”

“Altri lavoratori che non rientrano nelle misure di cassa integrazione - continua Gualtieri - sono quelli assunti dopo il 23 febbraio, che rischiano, lavorando in aziende con obbligo di chiusura, di restare senza il dovuto stipendio".

La Fisascat chiede dunque di alzare la cifra dell’indennità, riconoscerla per l’effettivo periodo di lavoro perso, riconoscere i contributi figurativi e gli assegni familiari, fare in modo che i periodi siano validi per una futura maturazione della Naspi e che siano incluse nella misura anche le tipologie finora escluse.

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