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Effetto Coronavirus, Comune di Firenze a rischio default: "resta liquidità per tre mesi"

Nardella: "Situazione drammatica, il Governo intervenga o saltano i servizi essenziali per i cittadini"

Con le entrate nelle casse comunali drasticamente ridotte a causa dell'emergenza Covid-19, soltanto per pagare i propri dipendenti il Comune di Firenze ha liquidità per fronteggiare al massimo i prossimi tre mesi.

Senza contare gli oneri legati all’erogazione di servizi fondamentali per la vita di ciascuno di noi, dalla gestione dei rifiuti alla manutenzione delle strade. Il quadro emergenziale è stato tracciato dal sindaco Dario Nardella.

"La situazione economica dei Comuni italiani è drammatica - ha detto Nardella intervistato da La7 - A Palazzo Vecchio restano in cassa 80 milioni di euro e ogni mese ne dobbiamo spendere 25 di stipendi per i nostri 4 mila dipendenti. Nel frattempo dobbiamo pagare i contratti vincolati, come la gestione dei rifiuti. I Comuni non possono fallire, ma possono andare in crisi totale".

"Il piano del Governo di aprile - ha proseguito il sindaco - dovrà essere veramente volto alla tenuta dei Comuni. Serve un’erogazione di liquidità immediata per far fronte alla sospensione delle tasse locali, che sono tutte sospese e che certo non potremo far pagare tutte insieme a giugno".

"Abbiamo bisogno almeno per il 2020 anche di ridurre le tasse a carico di famiglie e imprese - ha aggiunto - Senza risorse, i Comuni non possono più far fronte ai servizi che erogano, dagli asili alla manutenzione delle strade, ai rifiuti. Altrimenti mettiamo in ginocchio un intero territorio".

Secondo Nardella, ”Occorre concretizzare la decisione di Cassa Depositi e Prestiti di sospendere le rate dei Comuni per quest’anno. Lo stesso vale per la Banca Europea Investimenti che, solo in Italia, ha erogato prestiti per oltre un miliardo in un anno. Se la Bei sospendesse le rate dei mutui dei Comuni, si tratterebbe di una boccata d'ossigeno. E' una decisione che il Consiglio di Europa non dovrebbe avere problemi ad assumere".

Inoltre, "I Comuni sono la prima linea del rapporto tra Pubblica amministrazione e cittadini. Ci vuole un piano radicale di semplificazione burocratica, totale, per consentire alle città di fare di piani di emergenza. Altrimenti non ci rialziamo. E serve un'immissione diretta di 2 o 3 miliardi ai Comuni, che avranno entrate bassissime, a partire dalla tassa di soggiorno, una voce azzerata completamente nel 2020. Noi non possiamo certo far pagare ai cittadini questa mancanza".

"Si può aumentare il bilancio europeo, emettere dei titoli europei, per poter finanziare i Comuni che ora saranno spinti a vendere i propri beni. Dobbiamo consentire ai Comuni di vendere asset immobiliari non essenziali - ha concluso il sindaco di Firenze- per poter subito mettere i ricavi sulla spesa corrente, cosa che ora non è possibile" conclude Nardella.

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