Coronavirus e crisi economica: da Unicoop Firenze un milione di euro per il sociale

La cooperativa presenta Nessuno Indietro con cui si impegna per ridurre le disuguaglianze e sostenere le associazioni che si occupano di povertà, disabilità, violenza di genere e disagio giovanile

Da sinistra Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana, Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze, Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze

L'aumento delle disuguaglianze è il pericolo più concreto dopo l'emergenza sanitaria del Coronavirus. Per contrastarlo Unicoop Firenze mette in campo un contributo economico di un milione di euro. Questa cifra sarà a disposizione delle associazioni del territorio impegnate su tematiche sociali.

L'iniziativa sarà svolta in collaborazione con la Fondazione Il Cuore si scioglie a sostegno delle realtà del volontariato toscano con cui Cooperativa e Fondazione lavorano costantemente per far sì che nessuno resti indietro. Non solo, il contributo economico potrà essere destinato anche a nuovi soggetti, che invieranno le richieste di aiuto e di sostegno a Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie

Nessuno Indietro è anche il titolo della campagna che agirà su quattro settori, in cui il rischio disuguaglianze è particolarmente concreto ed urgente e le fragilità sono aumentate dopo la crisi sanitaria ed economica dovuta al Coronavirus. 

Gli ambiti sono: povertà, disabilità, violenza di genere e disagio giovanile. 

Nel dettaglio, 500.000 euro, pari alla metà della cifra messa a disposizione complessivamente per Nessuno Indietro, servirà per sostenere le mense dei poveri, gli empori della solidarietà e tutte le attività di distribuzione di cibo e beni di prima necessità a chi ha bisogno.

In questo modo Unicoop Firenze darà risposta alle esigenze delle oltre 200 associazioni che collaborano alla raccolta alimentare e di quelle che hanno aderito alla Spesa Sospesa, fra cui Caritas, Misericordia, Anpas, Croce Rossa, S. Egidio.

Alla disabilità e alle richieste di intervento avanzate dalle associazioni come quelle, ben 33 negli ultimi tre anni, con cui sono stati portati avanti i progetti di crowdfunding Pensati con il cuore verranno destinati 250.000 euro. Questi fondi si trasformeranno in progetti ed attività per l’inclusione delle persone con disabilità, che sono state particolarmente colpite durante l’emergenza. 

Altri 250.000 euro verranno utilizzati per l'attività di centri antiviolenza, case rifugio, case famiglia, comunità e centri per minori, con l’obiettivo di aiutare le associazioni – circa 40 sono quelle con cui Cooperativa e Fondazione hanno già promosso interventi in passato - impegnate sul fronte della violenza sulle donne e realizzare percorsi educativi per prevenire forme di disagio e devianza giovanile.

Per partecipare, le associazioni potranno segnalare le loro esigenze alle sezioni soci Coop di riferimento sul territorio (riferimenti al link https://www.coopfirenze.it/sezioni-soci), oppure direttamente alla Cooperativa e alla Fondazione.

Inoltre, le richieste d'aiuto potranno essere inviate dal 18 giugno su una pagina dedicata sul sito www.coopfirenze.it, dove saranno pubblicate una volta approvate.

La campagna Nessuno Indietro si affianca alle iniziative di lotta alla povertà messe in campo dal Governo e portate avanti insieme ai Comuni toscani, come la distribuzione dei buoni spesa alle persone bisognose, che hanno già visto collaborare Unicoop Firenze e le istituzioni del territorio. 

“Con Nessuno Indietro ci impegniamo per dare un aiuto concreto agli ultimi, che la pandemia e la crisi economica hanno messo a dura prova. Lo facciamo insieme alle associazioni che sosteniamo durante tutto l’anno, mettendo a disposizione una cifra importante – fanno sapere da Unicoop Firenze – ce lo richiede il nostro ruolo nella società. In questo momento in cui sta ampliando la forbice fra chi ha di più e chi ha meno e i più colpiti sono le fasce più deboli della popolazione, non possiamo stare fermi. La nostra iniziativa vuole rappresentare anche un modo per invitare chi ha bisogno a farsi avanti e per allargare la rete solidale sul territorio. Solo facendo comunità possiamo evitare che la coesione sociale venga meno”. 

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