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Congresso Cgil Firenze 2023: focus sull'economia

"Buon ritmo di sviluppo ma in evidente rallentamento rispetto al 2021, la perdita di potere d’acquisto ha deteriorato il clima di fiducia di famiglie e consumatori"

“Cura del lavoro, cura dell’ambiente, cura delle persone: sono i tre punti fondamentali su cui investire per cambiare l’attuale modello di sviluppo, che svaluta il lavoro e acuisce le disuguaglianze”. E’ il contenuto della relazione della segretaria generale della Cgil di Firenze Paola Galgani, stamani al Centro Rogers di Scandicci, in occasione della prima delle due giornate dei lavori del decimo congresso dell’organizzazione. Congresso che nelle settimane scorse ha visto lo svolgimento di 1.744 assemblee di lavoratori-lavoratrici e iscritti.

La relazione della segretaria si è conclusa rivendicando la parola “speranza” e citando i giovani e le donne in Iran che protestano per la libertà, i giovani che si battono per l’ambiente e i giovani che si ribellano a inaccettabili condizioni di lavoro. “Firenze è uno dei territori dove si è affrontata meglio la crisi, ma nel territorio metropolitano esiste una frattura tra centro e periferia che va colmata facendo scelte che guardano all’uguaglianza e alla giustizia sociale”, ha aggiunto Galgani a margine del suo intervento, ricordando le ragioni dello sciopero Cgil-Uil dello scorso 16 dicembre (“la Manovra toglie ai più bisognosi e dà a chi già ha, questo è inaccettabile tanto più perché la situazione sociale è assai critica”) e promettendo che le mobilitazioni, anche in altre forme, non si fermeranno.

Nella sua relazione Galgani ha parlato così di cura del lavoro (“salario minimo, riconoscimento del valore erga omnes dei contratti, ridurre la precarietà, investimenti sui giovani, formazione professionale, servizi all’infanzia e alla terza età per incrementare l’occupazione femminile”), cura dell’ambiente (“dobbiamo indirizzare tutte le risorse verso le fonti di energia rinnovabili e che producono minori scarti e rifiuti, bisogna investire sul Tpl”), cura delle persone (“la salute non è soltanto l’infrastruttura ospedale, che pure è necessaria, ma anche e soprattutto la prevenzione della malattia, con un sistema di sostegno e di presa in carico che sia vicino ai bisogni espressi o non espressi dalle persone”).

Circa il Patto per il lavoro e lo sviluppo, firmato tra parti sociali, categorie e Città Metropolitana poco più di un anno fa, Galgani ha auspicato una convocazione del tavolo e ha ricordato che “alcune azioni si sono realizzate o si stanno per realizzare, indipendentemente dalla cabina di regia, segno evidente del valore dei contenuti. Per citarne alcune: protocolli su cantieri trasparenti per i lavori pubblici; reinternalizzazione delle mense scolastiche; contrasto allo sfruttamento lavorativo e presa in carico delle vittime di sfruttamento; regolamentazione ciclofattorini; patti formativi territoriali e Its; social housing e rigenerazione urbana con il progetto di Montedomini; costituzione di comunità energetiche; utilizzo dei fondi PinQua per il patrimonio abitativo”.

Durante il suo intervento, Galgani ha chiesto “una legge sulla rappresentanza, per impedire il proliferare di contratti nazionali sottoscritti da soggetti che producono riduzione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ma anche dumping per le imprese. E chiediamo che si misuri anche la rappresentanza delle associazioni datoriali”. Rappresentanza che, secondo la segretaria generale della Cgil fiorentina, è una questione che riguarda anche le istituzioni: “Si sono tolti, per risparmiare pochi euro, i luoghi di definizione di politiche e composizione di conflitti, provocando fratture enormi tra istituzioni e tra cittadini e istituzioni. E anziché invertire la rotta si pensa di andare avanti sulle fratture: pensate alla proposta sull’autonomia differenziata che trova consenso non solo nell’attuale Governo e nei Presidenti di Regione dello stesso segno politico ma anche in quelli di centro sinistra, a partire dal Presidente toscano Giani. Lo vediamo anche in questo territorio, in questa Regione. Su ogni scelta complessa, dalle scelte infrastrutturali a quelle di gestione dei servizi pubblici, sono per citare due esempi, i ritardi non sono solo dovuti alla tanto odiata burocrazia, ma all’incapacità di valutare, programmare, discutere e realizzare le scelte attraverso la discussione e la composizione degli interessi diversi”.

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