Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

Commercio, i sindacati a Giani: "Chiudere a Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1° maggio”

Cgil, Cisl e Uil: "Priorità a salvaguardia salute e sicurezza dei lavoratori, ordinanza sarebbe utile contro assembramenti. Fare la spesa sia necessità e non scusa per uscire”

“Chiediamo un intervento al fine di prevedere la chiusura dei punti vendita di tutti gli esercizi commerciali, compreso quelli all’ingrosso, per le festività di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1° maggio 2021”: inizia così la lettera che i segretari generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Toscana Stefano Nicoli, Alessandro Gualtieri e Marco Conficconi hanno inviato al presidente della Regione Eugenio Giani.

“Lo scorso anno - continuano i tre sindacalisti – abbiamo molto apprezzato la scelta fatta dalla Regione Toscana che, con due ordinanze, ha previsto la chiusura di tutti gli esercizi commerciali per le festività sopra citate, scelta che ha permesso alle lavoratrici e ai lavoratori del settore di poter trascorrere queste giornate con la propria famiglia e allentare la tensione che in questi mesi li ha pesantemente coinvolti. Crediamo sia sempre più necessario far passare il messaggio che fare la spesa deve essere considerata una necessità e non una scusa per uscire, visto le previste restrizioni”.

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Aggiungono Nicoli, Gualtieri e Conficconi: “Abbiamo sempre messo in primo piano la salvaguardia della salute e della sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori e della collettività, per questo l’ordinanza sarebbe utile anche ad evitare assembramenti e spostamenti, oltre a favorire le operazioni di controllo che saranno messe in campo su tutta la Regione”.

La lettera si conclude con un invito alla Regione a regole più stringenti per limitare il virus negli esercizi commerciali: “Gli esercizi commerciali sono luoghi di grande affluenza, sarebbe opportuno prevedere regole più stringenti, come in parte già previsto dall’ordinanza 100 della Regione Toscana, sul numero massimo dei clienti all’interno dei punti vendita, oltre a considerare ai lavoratori del settore un dovuto riconoscimento sulla gestione e la tempistica della campagna vaccinale”. 

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