I numeri di Coldiretti

Inflazione in calo: a tavola risparmio di 169 euro per le famiglie fiorentine

Spesa meno cara nei primi cinque mesi del 2024, la media toscana è di 206 euro

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Inflazione in calo in Toscana e spesa meno cara per le famiglie. Almeno quella alimentare. Nei primi cinque mesi dell’anno i toscani hanno risparmiato mediamente 206 euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando riempire il carrello costava 551 euro al mese contro gli attuali 510 euro. Un risparmio mensile di circa 41 euro. Va un po’ meno bene ai fiorentini, che devono accontentarsi di un minor esborso di 169 euro, poco meno di 34 al mese, il dato peggiore dopo Pistoia (165 euro).  

A renderlo noto è Coldiretti Toscana, analizzando i dati Istat. Secondo l’associazione di categoria è l’effetto del costante raffreddamento dell’indice dei prezzi al consumo dei generi alimentari e delle bevande analcoliche mai cosi basso da ben 29 mesi. A maggio 2023 l’inflazione è scesa infatti fino al 2,5% (un anno fa era all’11,2%) tanto che per trovare un indice inferiore c’è da tornare indietro addirittura a gennaio 2022, quasi un mese prima dell’invasione dell’Ucraina. Un report che va in direzione opposta a quello diffuso appena due giorni fa dall’Unione nazionale consumatori in base ai dati Istat di maggio, secondo cui una famiglia fiorentina spende 366 euro in più all’anno, pari all’1,4%.

La classifica regionale

La discesa dell’inflazione è stata più marcata nella provincia di Siena, dove l’indice a marzo 2022 aveva raggiunto il record regionale (+16,8%), con un risparmio di 304 euro nei primi cinque mesi dell’anno (- 61 euro al mese), seguita da Grosseto con 288 euro e Massa Carrara a 245. Quindi tutte le altre: Livorno (-225 euro), Pisa (-209 euro), Lucca (-195 euro), Arezzo (-185 euro) e, infine, Firenze (-169 euro) e Pistoia (-165 euro).

“I benedici del crollo dell’inflazione – spiega Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana – si traducono in una maggiore capacità di spesa ed in un rilancio dei consumi, che al momento ancora tarda a consolidarsi, dopo che una famiglia su due è stata costretta a rinunciare, di fronte all’impennata dei prezzi e delle speculazioni, a carne, dolci, alcolici e salumi oltre a molte spese superflue come viaggi e uscite fuori. Sono stati mesi molti duri per le famiglie della nostra regione”.

“In due anni, considerando il 2022 ed il 2023, ogni nucleo ha dovuto sborsare poco più di mille euro per rispondere ai normali bisogni alimentari - sottolinea ancora - Uno sforzo che ha destabilizzato le loro economie domestiche già provate dal periodo Covid portandole a cambiare abitudini ed ingegnarsi per ridurre al minimo ogni spreco e ogni spesa superflua. Le misure messe in campo a livello internazionale e nazionale per invertire la rotta stanno dimostrando di funzionare riportando l’indice al di sotto del livello di guardia. Ora si attende la ripresa dei consumi”.

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