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Domenica, 22 Maggio 2022
Economia

Shock nella capitale del marrone: chiude la fabbrica di Marradi

Nove i dipendenti e un’ottantina quelli dell’indotto

La fabbrica di marroni di Marradi verso la chiusura dello stabilimento. Un incubo che si è palesato dopo l’incontro di martedì tra il responsabile del personale del gruppo Italcanditi, la consulente del lavoro del gruppo e i rappresentanti Flai Cgil e Fai Cisl in cui l’azienda ha comunicato alle parti sociali l’intenzione del Fondo Investindustrial, proprietario al 70% di Italcanditi, di cessare l’attività dell’Ortofrutticola del Mugello, trasferendo tutta la produzione di marron glacè allo stabilimento principale di Pedrengo (BG).

Lo stabilimento è il più importante ed è una storica produzione del paese dell’Alto Mugello, nata nel 1984 e dal 2020 di proprietà dell’Italcanditi. Uno stabilimento che produce prevalentemente i marrons glacès, che lavora il rinomato Marrone del Mugello IGP, che esporta in 30 Paesi prodotti di elevata qualità e che è specializzato anche nella lavorazione e trasformazione industriale delle castagne e dei marroni per l’industria e la GDO.

L’Ortofrutticola del Mugello occupa nove dipendenti a tempo indeterminato (sette dipendenti e due dirigenti) a cui sarà offerta la possibilità di un trasferimento a Pedrengo e circa una 70ina di lavoratori stagionali, molti dei quali “storici”, principalmente donne (oltre il 90%). Un polmone economico e produttivo per Marradi, ma anche per i paesi limitrofi, che nel 2018 ha fatturato 8,7 milioni di euro, senza considerare l’indotto, composto da coltivatori di castagne, del “marron buono IGP” del Mugello.

“Riteniamo quella di Italcanditi una scelta scellerata”, dicono Chiara Torsoli della Flai Cgil Firenze e Andrea Piccini della Fai Cisl Firenze e Prato, “motivata solo in apparenza da diseconomie dovute agli impianti e agli aspetti produttivi circostanti, perché questi già esistevano al momento in cui la Fabbrica dei Marroni è stata acquisita nell’Agosto del 2020”.

“La realtà è sempre la solita quella del solido fondo di investimento, che fa operazioni per acquisire fatturato e quote di mercato, da dare in pasto ai futuri azionisti” proseguono i sindacalisti. “Non è infatti un segreto per nessuno che l’acquisizione di Italcanditi da parte di Investindustrial poi l’allargamento del gruppo con l’acquisizione di altre piccole realtà, sia un’operazione che ha l’unico scopo di arrivare alla quotazione in borsa del gruppo.”.

“Una scelta per noi inaccettabile, con un impatto sociale abnorme, che metterebbe in crisi un territorio “montano”. "L’Azienda continua a parlarci di 9 persone, noi gli abbiamo chiarito un concetto per noi imprescindibile: le persone sono un’80ina, poco importa se tecnicamente la procedura prevede l’apertura solo per quelle 9 persone”, tempi indeterminati e stagionali per noi sono la stessa cosa anche se la norma sui trasferimenti/cessazioni aziendali non lo dice". “Siamo in contatto costante con il sindaco di Marradi e con tutte le istituzioni a livello territoriale e regionale. Domani alle 16.00 abbiamo convocato l’assemblea dei lavoratori presso il teatro comunale di Marradi per informarli del nostro incontro con i rappresentanti di Italcanditi e decidere insieme tutte le iniziative necessarie per opporsi alla decisione aziendale”.

Sulla notizia è intervenuto anche il sindaco di Marradi: “Purtroppo torno a scrivere per una comunicazione davvero terribile e totalmente inaspettata. Ci hanno informato della volontà della nuova proprietà dell'Ortofrutticola del Mugello di chiudere lo stabilimento di Marradi per spostare tutto a Bergamo. Questa è una pugnalata al cuore del nostro paese, capitale del Marrone, e della nostra comunità. La fabbrica dei marroni, come la chiamiamo noi, è la fabbrica di Marradi, un punto di riferimento e un volano per tutto il territorio e faremo di tutto perché questo non accada. Abbiamo tutti un familiare, un amico, che ci lavora. È un presidio fondamentale per garantire la vita della nostra piccola comunità. Domani,insieme ai sindacati, parteciperemo all'assemblea dei lavoratori e stiamo informando tutte le istituzioni di ogni ordine e grado.Metteremo in campo tutte le forze che abbiamo per scongiurare questo durissimo colpo, all'economia del nostro paese, certo, ma prima ancora a tutta la nostra comunità. Mai avremmo pensato di dover combattere questa battaglia. Marradi nei momenti più difficili ha sempre dimostrato di essere unita e mai come questa volta c'è bisogno di tutti. Oggi ci raccogliamo attorno ai lavoratori e alle loro famiglie. Uniamoci tutti per cercare e trovare soluzioni, per garantire un futuro alla nostra fabbrica, qui dove ha le sue radici. Ringrazio tutte le forze istituzionali, sociali e politiche che stanno facendo quadrato. Insieme combatteremo questa battaglia per il futuro del nostro territorio”.

Al sindaco Triberti hanno fatto eco i primi cittadini del territorio mugellano. “Ci ha lasciati sconcertati – affermano i sindaci dei Comuni dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello - l’improvviso annuncio della volontà di spostare a Bergamo la produzione dello stabilimento di Marradi dell’Ortofrutticola del Mugello, effettuato all’improvviso dall’attuale proprietà”.

“Non possiamo accettare passivamente che un’azienda legata da un profondo rapporto con il territorio, da cui trae linfa vitale e prodotti di qualità – continuano i Sindaci -, decida arbitrariamente di spostare la produzione. Avvieremo contatti in tutte le sedi opportune e richiederemo l’apertura dei tavoli necessari ad ogni livello per capire cosa sta succedendo e cercare di scongiurare questo trasferimento.  Siamo e staremo a fianco dei lavoratori dell’Ortofrutticola. Perdere quei posti di lavoro, perdere la filiera di una delle produzioni di qualità del Mugello vorrebbe dire impoverire la montagna, l’intera vallata e causare un danno importante alle famiglie e all’economia. Non staremo passivamente a guardare che questo accada”.


 

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