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Lunedì, 27 Giugno 2022
Economia

Caro energia: dal 1° aprile impianti di riscaldamento spenti

Il sindaco Dario Nardella annuncia il provvedimento adottato dal capoluogo e da altri centri del territorio

Per ridurre i costi degli approvvigionamenti energetici, legati anche agli aumenti per la guerra in Ucraina, e tenendo anche conto del clima che va verso la primavera, alcuni Comuni della Città Metropolitana hanno deciso di spegnere gli impianti di riscaldamento pubblici e privati nei loro territori con quindici giorni di anticipo rispetto ai tempi consentiti, dunque dal 1 aprile 2022, ad esclusione di ospedali, case di cura cliniche, scuole materne e asili nido. Lo ha comunicato ieri il sindaco Dario Nardella a margine dell'assemblea congressuale Upi in Palazzo Medici Riccardi, durante la quale è stato nominato il nuovi presidente di Upi Toscana: Gianni Lorenzetti .

"Vanno attuate iniziative pubbliche immediate - ha spiegato il Sindaco - che si integrino ai comportamenti individuali che tutti i cittadini possono autonomamente porre in essere, in modo da ridurre i consumi di energia da fonti non rinnovabili".

Energia: le regole per risparmiare sulle bollette 

Il provvedimento sarà adottato dai Comuni dell’agglomerato urbano (Firenze, Bagno a Ripoli, Calenzano, Sesto, Campi, Scandicci, Signa e Lastra a Signa), quindi Montelupo, Cerreto Guidi, Certaldo, Montespertoli, Pontassieve e Impruneta. Anche altri Comuni intendono muoversi in questa direzione.

I cantieri non si fermano

Circa i costi dell'energia, Nardella ha sottolineato come "per ora non fermiamo i cantieri, ma è necessario un intervento del Governo che da un lato deve darci le risorse per far fronte all'aumento del costo delle materie prime delle aziende, dall'altro deve calmierare i prezzi energetici. Lo ha detto il ministro Cingolani che qui c'è una speculazione e allora il Governo intervenga a gamba tesa per bloccare questa vergognosa speculazione che noi non possiamo accettare".

Profughi: fondamentale la rete del territorio 

Circa l'accoglienza dei profughi ucraini (rapporti con le scuole, raccordo con le autorità sanitarie, i luoghi di accoglienze), Nardella ha sottolineato come Province e Città Metropolitane "sono fondamentali per creare un coordinamento sul territorio, soprattutto a supporto dei piccoli comuni, altrimenti questa emergenza umanitaria ci sfuggirà di mano. I numeri che vediamo ora dei rifugiati ucraini non sono niente rispetto a quelli che vedremo nelle prossime settimane".

Riforma degli enti

Nardella ha parlato anche della riforma degli enti locali: "Siamo convinti che sia necessario portarla a compimento. Era stata avviata con la disciplina delle Città Metropolitane nel 2014. Dopo il fallimento del referendum che prevedeva la cancellazione delle Province ora è urgente avere un quadro di regolazione che riguardi sia le Città metropolitane che le Province. La riforma del testo unico degli enti locali che è sul tavolo del Governo è un'occasione da non perdere".
 

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