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Il report Tecnocasa

Prezzi stabili per le compravendite immobiliari, ma a Firenze è salasso affitti

Nel secondo semestre del 2023 rincari oltre il doppio della media italiana. E non ci sono segnali di miglioramento

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Il mercato immobiliare rallenta, con prezzi delle compravendite sostanzialmente stabili a livello nazionale nel secondo semestre del 2023. Firenze fa registrare un piccolo incremento (+0,6%) superiore al dato italiano (0,1%), almeno per quanto riguarda le grandi città; rincari superiori al capoluogo toscano soltanto a Napoli (1,9%) e Torino (1,1%). È quanto emerge dal report dell’Ufficio Studi Tecnocasa.

Aumento prezzi nelle grandi cittàBen diverso invece il discorso per gli affitti dove Firenze non teme rivali: i canoni di locazione continuano a galoppare, anche per un’offerta insufficiente, e pur non essendo la città più cara (svetta Milano) è quella con i rincari più consistenti, indipendentemente dalla tipologia di alloggio, con aumenti oltre il doppio rispetto alla media nazionale: +7,3% per un monolocale (contro 4,2%) +6,6% per due stanze (il dato italiano è +3,6%) e ancora +7,3% per i trilocali (anziché 3,4%).

“Firenze è un caso un po’ a parte - conferma Tommaso Birignani, consulente Tecnocasa - perché c’è una difficoltà enorme nel reperire nuovo immobili da immettere sul mercato. Man mano che vengono liberati, non sono ripristinati a locazione”. Di medio-lungo periodo, s’intende, come denunciato (nuovamente) nei giorni scorsi anche dal Sunia.

I dati relativi alle compravendite gestite dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa evidenziano infatti un aumento della percentuale di chi acquista per investimento: dal 18,2% del secondo semestre del 2022 al 19,5% dello stesso periodo dello scorso anno.

E gli affitti brevi continuano a volare: “Molti alloggi ormai sono virati a locazione turistica. Fino a qualche tempo fa era un fenomeno che coinvolgeva soltanto il centro storico, che comunque non era la ‘prima richiesta’ per chi si trasferiva a Firenze per lavoro con la famiglia visto i problemi per i posti auto, la Ztl o anche un supermercato dove fare la spesa. Adesso stiamo assistendo a un dilagare degli affitti turistici anche nella prima cintura, da Gavinana a San Jacopino, dallo Statuto alle Cure”.

Ma non ci sono soltanto i turisti tra i “responsabili” dell’impennata dei prezzi che rende sempre più complicato per un lavoratore con stipendio medio potersi permettere di vivere in città. “Con l’aumento degli studenti universitari, in tanti hanno comprato per investimento nella zona Novoli/Firenze Nova e si rivolgono a loro perché suddividendo le spese dell’affitto arrivano complessivamente a pagare cifre più alte di quelle che si possono permettere le famiglie. Un trend - conclude Birignani - che non è assolutamente in diminuzione. E non vediamo alcun segnale di rallentamento, anzi. E a parità di prezzo peggiora la tipologia degli alloggi che vengono affittati”.

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