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Economia Campi Bisenzio

Chiedono il giorno libero a Pasquetta: licenziati via WhatsApp

Presidio davanti all’azienda. Presente anche il sindaco Emiliano Fossi

Licenziati perché si sarebbero rifiutati di lavorare per il giorno di Pasquetta. Una cessazione del rapporto di lavoro che sarebbe, peraltro, arrivata via WhatsApp. E’ la sorte toccata a cinque operai di origine pachistana impiegati, appunto fino a pochi giorni fa, in un pronto moda gestito da cittadini cinesi in un capannone di Campi Bisenzio. 

Nei giorni scorsi si è tenuto un presidio di protesta davanti all’azienda . “Un video ritrae la titolare urlare e poi aggredire a spinte lavoratori e sindacalisti - si legge in un post del sindacato e come si vede in un video - . Nessuno risponde alla provocazione. Allora la donna – incinta – si aggrappa ad un manifestante e poi si butta a terra simulando un inesistente aggressione nei suoi confronti. La scena è patetica, ridicola, grottesca. Vero. Ma significativa. Perchè scene di questo tipo, in questi anni di sindacato vissuto davanti ai cancelli delle fabbriche del supersfruttamento, ne sono successe a decine se non centinaia. Si provoca, si simula, e poi si piange davanti alle telecamere oppure arriva una squadretta per menare forte. Magari con tirapugni, mattoni o mazze da baseball, come successo già alla Gruccia Creation (in quel caso si accusava gli scioperanti di aver aggredito una bambina!), poi alla Texprint (che prima di spaccare le ossa agli operai che scioperavano per mesi aveva interpretato ad arte il ruolo delle vittime) e in ultimo alla DreamLand...”. 

Stamani i lavoratori si sono raccolti davanti all’azienda di Via Carcerina. Presenti anche alcuni lavoratori della Gkn, che furono licenziati via @mail, e il sindaco Emiliano Fossi.  “Lavoro qui da tre anni per sette giorni a settimana, non c’è riposo... non ci sono ferie”. “Questo mese ho chiesto di lavorare solo otto ore per il Ramadan, il capo ha detto no” - racconta al microfono uno dei manifestanti in presidio. 

“Volevo dimostrare la vicinanza dell’amministrazione comunale - ha detto il sindaco Emiliano Fossi - non solo in questo momento ma anche nelle settimane a venire. Una presenza per dire che vicende come questa non devono esistere e che la politica deve fare la sua parte contro un modo di fare che nega i diritti e permette che le persone siano sottopagate. C’è un sommerso verso il quale si devono aprire gli occhi”.

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