Anteprime di Toscana, la Cina non ci sarà a causa del Coronavirus. E il comparto del vino toscano trema

Cinesi assenti all'importante kermesse fiorentina in cui i Consorzi Chianti, Brunello, Nobile di Montepulciano e Vernaccia presentano le nuove etichette. Il motivo: niente voli dalla Repubblica Popolare

“Gli operatori di mercato stanno alla finestra e monitorano la situazione, c'è grande tensione sul fronte Cina. E i giornalisti cinesi non ci saranno di sicuro”. L'allarme Coronavirus che sta frenando gli scambi commerciali tra Italia e Repubblica Popolare, si ripercuote anche sulle “Anteprime di Toscana”, l'importantissima kermesse in cui i consorzi vinicoli presentano alla stampa specializzata e agli addetti ai lavori, le nuove annate in commercio.

La manifestazione, in programma dal 15 al 22 febbraio a Firenze e non solo, è organizzata dagli stessi Consorzi (Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Chianti, Chianti Classico e Vernaccia di San Gimignano), in collaborazione con la Regione Toscana. E tra gli addetti ai lavori, nessuno nasconde la preoccupazione per la mancanza della Cina, un mercato potenzialmente enorme, nonché in forte espansione, per le etichette toscane.

“Dati ufficiali ancora non ne abbiamo – spiega un operatrice del settore – ma certamente questa assenza peserà”. La situazione creata da Coronavirus in Cina, ha peraltro già fatto saltare la presenza dei giornalisti e degli operatori cinesi – almeno una quindicina - al “Buywine”,  manifestazione dedicata agli incontri B2b tra buyer e cantine toscane, svoltasi a Firenze la settimana scorsa. Ora l'organizzazione di “Anteprime di Toscana” ha spiegato che la defezione dei cinesi sarà purtroppo replicata, dal momento che la situazione internazionale e la chiusura dei voli dalla Cina rende praticamente impossibile l'arrivo dal paese asiatico.

“Abbiamo preso atto dai tour operator incaricati di organizzare i voli per i giornalisti cinesi che, in seguito alle informazioni provenienti dalle compagnie aeree coinvolte, non sussistono le condizioni tecniche per garantire l'operatività dei voli dalla Cina, non potendo così confermare la presenza di ospiti provenienti dalla Repubblica Cinese, per le misure di salute pubblica adottate in questa fase” confermano i Consorzi e la Regione.

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Al momento, gli unici ad essersi esposti a livello di cifre sulla “mazzata” che il comparto toscano del vino subirà a causa del Coronavirus, è stato il Consorzio del Vino Chianti, che ha già stimato una perdita di fatturato fino al 10%. “Auspichiamo che l’allarme Coronavirus rientri al più presto e giornalisti e turisti cinesi possano tornare in Italia, alla scoperta del vino e delle altre ricchezze del Bel Paese” ha detto il presidente del Consorzio Chianti Giovanni Busi. Una speranza condivisa dall'intero comparto vitivinicolo toscano.

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