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Domenica, 14 Aprile 2024
Economia

Alcol fuori orario e mancanza di requisiti, Palazzo Vecchio rivendica il 'pugno di ferro': "Chiuse a vita 12 attività"

Gli assessori alla sicurezza e alle attività produttive, Albanese e Bettarini: “Battaglia di legalità che combattiamo ogni giorno per la salute dei giovani e la vivibilità delle nostre strade”

"Sul mancato rispetto delle regole, soprattutto in materia di vendita di alcolici ai giovani e fuori orario, il Comune di Firenze usa il 'pugno di ferro' e negli ultimi tre anni ha disposto la chiusura definitiva a sette minimarket in centro storico e a 5 attività di somministrazione e circoli". È lo stesso Palazzo Vecchio, in una nota diffusa alla stampa, a rivendicare dunque il 'pugno di ferro' in un bilancio, ormai alla fine del secondo mandato di Dario Nardella, relativo agli ultimi tre anni.

“È una battaglia di legalità. Solo rispettando le regole si tutela la salute dei giovani, si riducono i rischi di movida molesta e si contribuisce alla maggiore vivibilità del centro storico e di tutta la città", rivendicano gli assessori alla sicurezza Benedetta Albanese e alle attività produttive Giovanni Bettarini.

"Arrivare alla chiusura definitiva dei locali è doloroso ma purtroppo inevitabile di fronte alle numerose irregolarità rilevate dalla polizia municipale durante i controlli. Non ci fermeremo, perché il rispetto delle norme non è un'opzione che si può declinare", aggiungono i due assessori.

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I provvedimenti di revoca definitiva della licenza, che per il blocco a nuove aperture di attività di somministrazione in centro storico previsto dal regolamento Unesco significano di fatto "non poter aprire mai più in centro se non acquistando una licenza già esistente", sono stati emessi dalla direzione attività economiche del Comune, a cui la polizia municipale ha inviato tutti i rilievi e le irregolarità rilevate.

I provvedimenti hanno riguardato dal marzo 2022 ad oggi sette minimarket in centro storico, per violazioni del Regolamento Unesco in materia di vendita di superalcolici o mancanze strutturali dei locali, e cinque esercizi di somministrazione e circoli tutti su richiesta della Prefettura.

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Quanto ai controlli da parte della polizia municipale, questi i dati diffusi dall'amministrazione: dal 2021 ad oggi sono state elevate circa 300 sanzioni, notificate 213 sospensioni per un totale di oltre mille giorni di chiusura.

"Un lavoro capillare che ha permesso di scoprire numerose e reiterate irregolarità fatte dai titolari in barba a tutte le leggi", sottolinea il Comune. Alcuni fra i minimarket chiusi definitivamente erano arrivati a collezionare ventisette sanzioni per la violazione del divieto di vendita di alcolici dopo le 21 (con multe di circa 1.000 euro ciascuna).

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