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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Vittorio Sgarbi a Tourisma con lectio magistralis: “La bellezza per Michelangelo ha dimensione divina”

Sulle dimissioni, l’ex sottosegretario alla Cultura: “Farò ricorso, non si può limitare la libertà d’espressione”

All’inaugurazione di Tourisma 2024, c’era anche il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi. È intervenuto al ventesimo appuntamento nazionale di archeologia viva che si svolge ogni anno a Firenze. È stata l’occasione per una lectio magistralis sull’ideale di bellezza nel mondo dell’arte. Quasi un’ora di elogio del Rinascimento e l’enfasi di artisti che hanno catturato il bello. “Michelangelo e lo stupore della bellezza” il titolo della lezione di Sgarbi, che si è fermato anche per firmare autografi per il suo ultimo libro “Michelangelo, rumore e paura”, l’ultima opera della sua trilogia sul Rinascimento. 

L’ideale di bellezza è simile in ogni artista, è il fine ultimo di tutti quanti. Da Giotto a Michelangelo c’è sempre quell’obiettivo ben presente. In Michelangelo, però, ci sono valori intellettuali più evidenti, ben presenti nella Pietà. Per lui l’idea di bellezza non era legata alla natura, ma alla dimensione divina. Michelangelo ricrea il mondo e lo mette in alto. L’arte è un veicolo privilegiato di bellezza e Michelangelo la esprime nella sua idea più pura. Nelle sue opere c’è la pienezza del suo estro. È stato un artista completo, architetto, scultore, pittore, poeta. E ti impone un corpo a corpo con lui, che alla fine è diventato questo libro. Michelangelo crede che Dio è la natura stessa. Ecco che si identifica con il creato e per l’artista diventa qualcosa di divino. Lui si mette dalla parte di Dio per rappresentare l’umanità in ogni sua composizione. Anche nel Giudizio Universale, nella Pietà Rondanini, ovviamente anche nella volta della Cappella Sistina”. 

Una battuta è stata fatta dal critico d’arte anche sulle sue recenti dimissioni da sottosegretario alla Cultura sulla contestazione dell’Antitrust in merito al conflitto d’interessi: “Io non credo affatto che ci sia. Penso piuttosto che ci sia l’abuso di un’associazione di gente incompetente, che non capisce il valore aggiunto di competenze. Loro parlano di conflitto d’interesse, ma parlare d’arte è difeso dall’articolo 21 della Costituzione, la libertà di parlare e di scrivere. Farò ricorso perché mi sembra inverosimile che si venga interdetti per qualcosa che può arricchire tutti. Mi sono dimesso e ora cercherò di capire se il Tar o il Presidente della Repubblica mi darà ragione”.

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