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Cronaca

Visita a Sollicciano di Gianassi e Serracchiani (Pd): "Carceri italiane in condizioni disastrose"

Il parlamentare fiorentino, ex assessore, chiede un intervento urgente al governo: "Condizioni inaccettabili sia per i detenuti che per la polizia penitenziaria"

In occasione dell’iniziativa promossa dal Partito democratico “Bisogna aver visto”, nelle giornata di oggi si sono svolte in una trentina di carceri italiane visite ispettive da parte oltre quaranta parlamentari del Pd. Il deputato fiorentino Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia, e la deputata Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del Pd, hanno visitato questa mattina il carcere di Sollicciano a Firenze.

“Il carcere è una vera emergenza e il governo non fa nulla per intervenire, anzi: il fatto che ogni settimana ci sia un nuovo reato o un inasprimento delle pene aggrava il problema del sovraffollamento. A Sollicciano sono presenti 70 detenuti in più rispetto ai posti disponibili e le condizioni sono assolutamente inadeguate alla detenzione: è in condizioni fatiscenti, con infiltrazioni d’acqua ovunque, celle senza doccia, dove le condizioni di vita sono impossibili, come quelle di lavoro della polizia penitenziaria", commentano i due parlamentari dem.

La visita è avvenuta peraltro nel giorno in cui tutta Italia è scossa dalla notizia arrivata dal carcere minorile di Milano: ben tredici agenti della polizia penitenziaria arrestati, accusati, a vario titolo, di maltrattamenti aggravati, tortura aggravata, lesioni aggravate, falso ideologico e una tentata violenza sessuale a opera di un agente nei confronti di un ragazzino detenuto, minorenne, al pari degli altri che avrebbero subito le sevizie di cui sopra.

Mancano agenti di polizia penitenziaria

Rispetto ad altre carceri italiane, " a Sollicciano c’è non solo un alto numero di detenuti, ma una carenza di organico della polizia penitenziaria estremamente importante e c’è una carenza di tutte quelle strutture che servono per gli spazi trattamentali, che si accompagnano al fatto che questi spazi sono molto spesso non solo inadeguati ma neppure utilizzabili", aggiungono.

Inoltre, "il 70% dei detenuti sono stranieri e spesso ci sono diversi casi di doppia diagnosi, cioè di detenuti che hanno problemi psichiatrici e problemi di dipendenza che non dovrebbero stare in carcere perché hanno bisogno di cure".

“Da parlamentare fiorentino ora e da assessore prima - aggiunge Gianassi, a lungo assessore nella giunta Nardella - ho visitato Sollicciano molte volte e ogni volta non posso che rimanere profondamente amareggiato per la situazione di fatiscenza della struttura, terribilmente fredda e umida d’inverno, troppo calda d’estate. Ci sono dei lavori avviati ma fermi da addirittura 14 mesi: è incredibile che anche laddove ci sono le risorse non si riescano a spendere. La Polizia Penitenziaria lavora in condizioni difficili e sotto organico, mentre i detenuti, con numerosi casi complessi da gestire, vivono in condizioni di grande disagio. Questa situazione non è tollerabile. Ho presentato un’interrogazione su queste problematiche lo scorso 7 febbraio al Ministro e non ho ancora avuto una risposta".

Nardella

“Plaudo all’iniziativa dei parlamentari del Pd sullo stato delle carceri in Italia perché squarcia il velo di silenzio e indifferenza che c’è su questo tema. Il governo ha il dovere di presentare un piano strategico sul sistema carcerario italiano, sia dal punto di vista delle strutture, sia dal punto di vista delle politiche carcerarie per il reinserimento, sia dal punto di vista del lavoro degli agenti di polizia penitenziaria. Uno studio della Bocconi ha messo in evidenza come ogni detenuto costa alla comunità 154 euro al giorno, di cui solo 6 per il mantenimento del detenuto, appena 35 centesimi per la sua rieducazione, prevista dalla Costituzione italiana. Non rieducare significa incrementare la recidiva che in Italia, come sottolinea lo stesso studio, è del 68%, dato che scende al 19% quando si applicano misure alternative come la semilibertà e le forme di inserimento lavorativo", ha aggiunto il sindaco Dario Nardella, che più volte negli anni ha visitato il carcere fiorentino, chiedendo spesso una sua "ricostruzione da zero" per le condizioni intollerabili in cui si trovano a vivere i detenuti e a lavorare gli agenti di polizia penitenziaria.

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