Firenze: da cinque anni violentava la figlia minorenne della cugina

A raccontare la storia la ragazzina di soli 14 anni

Succube da 5 anni del cugino della madre. Lei 9 lui 29, quando iniziò, 5 anni fa, questa torbida storia fatta di bugie e violenze. Lei oggi ha 14 anni ed è riuscita a raccontare cosa la tormentava, prima alla madre e poi ai carabinieri della compagnia di Rifredi dove ieri mattina è andata a denunciare il "parente".

Da 20 giorni non riusciva nemmeno ad andare a scuola, allertata dalla situazione, una sua docente si è recata a casa informando i genitori. È stato anche questo intervento a spingere la ragazzina a parlare.

Il cugino era una persona di cui in famiglia tutti si fidavano, l'uomo frequentava spesso la casa della vittima, che a sua volta in molte occasioni si è trovata a casa del parente della madre. Con il passare del tempo le attenzioni del parente sono diventate un’ossessione.

La 14enne con precisione e molti dettagli ha raccontato gli episodi di violenza come, ad esempio, la volta in cui, dietro promessa di uno smartphone, si era vista costretta ad assecondare l'uomo o le occasioni in cui questi era solito filmare coi suoi due smartphone gli atti sessuali compiuti, intimando a negare in caso di domande o in generale di non raccontare.

I carabinieri dopo aver verbalizzato il tutto hanno informato il PM di turno che ha delegato i militari ad eseguire la perquisizione per assicurarsi delle prove. Questa mattina infatti i carabinieri si sono recati a Scandicci, dove l'indagato vive, e senza neanche dover cercare molto hanno trovato in uno dei due smartphone del 34enne un'immagine raffigurante quanto denunciato dalla vittima.

L'uomo, che è stato svegliato dai militari, non si aspettava la perquisizione e quando gli è stata fatta vedere la notifica ha immediamente capito e non ha opposto resistenza.

Oltre al telefono sopra citato sono stati sequiestrati un altro cellulare, un pc ed un hard disk che sono ancora in fase di ispezione, ma in cui sono state trovate immagini pornografiche.

Da quando i carabinieri sono entrati nella sua abitazione fino all'arrivo a Sollicciano - dov'è stato portato per le ipotesi di violenza sessuale su minore e detenzione di materiale pedopornografico - non ha mai parlato, come se fosse caduto in un silenzio-assenso.

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